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Sam Presti: “Paul George parla di trade condivisa? Non è il termine che avrei usato io”

di Michele Gibin

Paul George ha definito, nella sua conferenza stampa di presentazione da nuovo membro dei Los Angeles Clippers, la sua trade come “condivisa” con gli Oklahoma City Thunder.

Una definizione che il general manager Sam Presti non ha trovato particolarmente calzante: “So che (George, ndr) ha detto così, condivisa (mutual è il termine, ndr). Non è il termine che avrei usato io, posso dire che non ci sono stati contrasti, questo si… c’è stato rispetto reciproco per le posizioni di ognuno“.

La richiesta di trade da parte di Paul George è arrivata per i Thunder come il classico fulmine a ciel sereno. L’ex giocatore degli Indiana Pacers aveva aderito solo un’estate fa al progetto di OKC, mandando in bianco persino i Los Angeles Lakers e portando avanti la partnership con Russell Westbrook.

Un finale di stagione davvero deludente e la possibilità di giocare con Kawhi Leonard nella nativa Los Angeles hanno fatto fare retromarcia a George. Con poco tempo a disposizione, Presti ha tentato di coinvolgere sia Clippers che Toronto Raptors in scenari di trade, richiedendo Pascal Siakam solo per forzare Lawrence Frank a concedere il tesoretto di asset (ben 7 scelte future) spedito ad OKC assieme a Danilo Gallinari e Shai Gilgeous-Alexander.

Paul è stato fantastico nei due anni con noi” Continua Sam Presti come riportato da Maddie Lee dell’OklahomanE arrivato nel momento del bisogno per noi ed ha scelto di rimanere quando avrebbe potuto andarsene (…) per massimizzare la possibilità di successo c’è bisogno che tutti remino dalla stessa parte. George scontento? Non so, so però che sono poche le squadre e i giocatori che alla fine della stagione possano dirsi contenti“.

Paul George aveva dal canto suo ringraziato a dovere tutto l’ambiente Thunder, che ha compreso le sue esigenze ed il suo desiderio di tornare a casa a Los Angeles. Per i Thunder, che dopo George hanno detto addio al simbolo Russell Westbrook, è oggi tempo di “riposizionare la franchigia”, nelle parole di Sam Presti: “Non parlerei di ricostruzione (…) certo le cose sono cambiate, arriverà il momento in cui dovremo ricostruire, come accade a tutte le squadre NBA. Accadrà in maniera organica“.

Credo che ci troviamo ora in una posizione in cui abbiamo tante opzioni, risultato delle tante operazioni di mercato che abbiamo portato a termine. Ora ci occuperemo della squadra che abbiamo a disposizione, che sarà diversa dai Thunder che abbiamo conosciuto in questi anni

Chris Paul (per quanto tempo?) sarà la star della squadra, Danilo Gallinari e Steven Adams sono giocatori esperti ed il Gallo sarà motivato dal suo ultimo anno di contratto. Le voci di mercato sui tre giocatori non si spegneranno fino allo scadere della prossima trade deadline, mentre Shai Gilgeous-Alexander inizierà presto l’addestramento da leader. Sam Presti ha confermato che Andre Roberson sarà abile e arruolato per la prossima stagione.

Il mercato estivo ha portato la riconferma di Nerlens Noel e la firma del veterano Mike Muscala, Dennis Schroeder riprenderà il suo ruolo di sesto uomo e dalla panchina il rookie Darius Bazley, Deonte Burton e Hamidou Diallo troveranno minuti per coach Billy Donovan.

Eppure, la fine così repentina di una squadra impostata su una delle coppie di star più esplosive della lega farà ancora parlare di sé per la mancanza di “indizi”, di sentori di malumori mai trapelati ne in stagione, ne a stagione conclusa: “Come ogni anno abbiamo parlato ad ognuno dei nostri giocatori, io dico sempre che a fine stagione nessuno o quasi è mai contento (…) colloqui produttivi, e con la prospettiva di ritrovare Roberson sono convinto avessimo le possibilità per tornare una squadra da 50-55 vittorie. La situazione è mutata in luglio, d’improvviso. e da quel momento il nostro compito è stato quello di gestirla ed ottenere il massimo possibile, con grande pragmatismo“.

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