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NBA, Silver: “Draft lottery sistema sufficiente, niente retrocessioni”

di Michele Gibin
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Il commissioner NBA Adam Silver è fiducioso che l’attuale sistema della lottery del draft NBA sia sufficiente a impedire alle squadre interessate, di esagerare con il tanking nel tentativo di aumentare le proprie chance di avere la prima scelta assoluta al draft 2023, quello di Victor Wembanyama.

Oggi il sistema garantisce al massimo un 14% di possibilità di avere la prima scelta assoluta“, così Silver a NBA Today con Malika Andrews “So che alla fine le analisi sono ciò che sono e non si tratta di superstizione. Una probabilità del 14% è migliore di una probabilità dell’1% o di una probabilità zero. Ma anche in termini di quote semplici, non giova a una squadra essere la squadra peggiore in assoluto del campionato, e anche se sei una delle squadre peggiori, hai comunque a che fare con una probabilità del 14%.”

È una di queste cose in cui non esiste una soluzione perfetta, ma pensiamo ancora che il draft sia il modo giusto per ricostruire una squadra nel tempo. Pensiamo ancora che abbia senso come istituzione“.

La scorsa settimana, Silver aveva paventato come extrema ratio per limitare la corsa a perdere di alcune squadre, con ripercussioni sulla qualità dello spettacolo e quindi del prodotto, a un sistema simile a quello delle retrocessioni e promozioni, da e verso la G-League, per le ultime due squadre classificate. Lunedì durante l’intervista, il commissioner si è spiegato meglio sul suo concetto: “Non posso dire che fossi serio al 100% quando ho parlato di retrocessioni, perché noi non abbiamo lo stesso sistema del calcio europeo e spedire una squadra NBA in G-League, e viceversa, non avrebbe senso“.

Ma ovviamente è così che le altre leghe affrontano situazioni come questa in cui costringono le squadre a rimanere competitive perché le conseguenze di finire in fondo alla classifica sono drammaticamente dannose per la squadra. Ma è qualcosa (…) che teniamo d’occhio“.

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