Home NBA, National Basketball AssociationNBA News76ers cadono in casa contro gli Warriors, Joel Embiid ancora ai box “Cautela, ma il ginocchio sta meglio”

76ers cadono in casa contro gli Warriors, Joel Embiid ancora ai box “Cautela, ma il ginocchio sta meglio”

di Michele Gibin

Joel Embiid non vuole correre rischi, lo stop precauzionale per un problema di tendinite al ginocchio sinistro potrebbe proseguire per almeno i prossimi 7 giorni.

 

Il forte centro camerunense ha convissuto nel’ultimo mese di stagione con problemi alla schiena ed al ginocchio. Fastidi che dopo la ripresa delle operazioni post All-Star Game sono aumentati a tal punto da indurre lo staff medico dei Philadelphia 76ers a fermare il giocatore.

 

Col passare del tempo mi sentivo sempre meno a mio agioRacconta Embiid a Tim Bontemps di ESPNSi parla di preservare la salute sul lungo periodo, di fare in modo che io sia pronto non solo per i prossimi playoffs, ma per i prossimi 15 anni di carriera. Io sono un giocatore che scende in campo in qualsiasi condizione, se il fisico me lo permette, ma data la situazione della squadra ed il momento della stagione, abbiamo deciso che la cosa migliore da farsi fosse fermarsi ora“.

 

Joel Embiid si è sottoposto la scorsa settimana ad una risonanza magnetica, che ha dato esito negativo: “Sono contento che gli esami non abbiano riscontrato nulla, quindi nulla di cui preoccuparsi“.

 

 

Gli errori nel finale di partita, ed un maldestro tentativo di errore volontario dalla lunetta di Ben Simmons hanno condannato i 76ers alla sconfitta casalinga contro i Golden State Warriors (privi di Klay Thompson, alle prese a sua volta con un ginocchio in disordine).

 

La sconfitta di sabato notte potrebbe consentire ai Boston Celtics (38-25) di riavvicinarsi in classifica, classifica che vede Kyrie Irving e compagni, Sixers ed Indiana Pacers (41-23) distanziate di sole due partite e mezza.

 

Col passare degli anni ho imparato a non intestardirmi sulle cose. Se i medici e o staff della squadra mi dicono che devo rimanere fermo, mi adeguo alle loro decisioni, anche se in cuor mio vorrei giocare. Capisco però che c’è in gioco qualcosa di più della prossima partita (…) tutti qui ci diamo manforte l’uno con l’altro. Oggi la squadra è in grado di giocare anche senza di me, con tutti i nuovi arrivi. Anzi, imparare a giocare senza di me non può che essere una buona cosa, non vedo l’ora di ritornare in campo per riprendermi il mio posto in squadra

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