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Sixers, insieme alla vittoria sui Knicks arriva la prima tripla di Simmons

di Francesco Catalano

Dopo più di due stagioni, alla 172esima partita in NBA, arriva la prima tripla di Ben Simmons e con essa anche la vittoria dei Sixers sui New York Knicks. Una vittoria importante perché rimette sulla strada giusta una squadra che nelle ultime uscite aveva trovato qualche difficoltà in più  e perché, appunto, è arrivata la fatidica tripla di Simmons.

Il giocatore australiano è una point guard atipica: molto fisico, buon rimbalzista e cattivo tiratore, soprattutto da dietro l’arco da dove infatti non aveva mai messo a segno un canestro. Nonostante le sue enormi capacità, rimane un deficit importante per chi ricopre quel tipo di ruolo. In estate, però, dopo anche le tante critiche ricevute, Simmons ha deciso di allenarsi particolarmente su quel fondamentale per cercare di inserire quell’arma all’interno delle sue caratteristiche. E finalmente, nel primo quarto della partita disputatasi stanotte, nel primo quarto raccoglie dall’angolo un passaggio di Furkan Korkmaz e mette a segno la tripla.

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“E’ bello aver lavorato e vedere che si viene ripagati”. Così ha commentato la sua giocata a fine partita. Uno dei compagni più entusiasti è stato Joel Embiid che da sempre lo supporta e lo sprona a migliorare. “Abbiamo bisogno che tiri. E’ grandioso vederlo prendere quel tiro e soprattutto metterlo dentro. Veramente bello. Continuerà a migliorare. Ma non era niente di speciale. Lo abbiamo visto farlo in allenamento. Ne abbiamo viste molte, non mi ha sorpreso”.

La giocata è piaciuta sicuramente anche a coach Brett Brown che avrà il piacere di allenare Simmons anche nelle prossime Olimpiadi; infatti il coach dei Sixers è stato annunciato nella giornata di ieri nuovo coach dell’Australia. La tripla di stanotte del suo giocatore, come ha detto anche Embiid, non lo sorprende più di tanto, perché sa di cosa può essere capace.

Come ho detto da un po’ di tempo, le altre persone si eccitano più di quanto faccia io. Ma come non potrebbe essere una cosa buona? E, davvero, se vogliamo essere onesti, questo è il primo tentativo serio di segnare una tripla che ha fatto. Un sacco di quelli che aveva fatto erano tiri allo scadere o robe del genere. Ma ritengo che il suo lavoro di piedi e la sua confidenza stiano crescendo”.

Non è però tutto rose e fiori a Philadelphia. Dopo una scoppiettante partenza, la squadra della Pennsylvania ha fatto vedere tutte le difficoltà che possiede. Ossia l’essere una squadra molto fisica, a tratti anche troppo: infatti dopo la partenza di J.J Redick mancano tiratori validi e il tiro dalla distanza è un’opportunità poco percorribile. L’altro tallone d’Achille della squadra è quello di avere una panchina e quindi una second unit non all’altezza: giocatori di seconda mano come Korkmaz, Neto e Ennis quando il livello sale sono evanescenti.

Tutte problematiche che coach Brett Brown dovrà valutare bene per non rischiare di fare un’altra stagione da “vorrei, ma non posso”.

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