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I Sixers soccombono ai Pacers: scoppia la lite tra Embiid e Milton

di Francesco Catalano

La ripresa della stagione NBA 2019/20 è piuttosto amara per i Sixers che cadono 127 a 121 contro gli Indiana Pacers.

Sulla squadra di coach Brett Brown c’erano – e ci sono ancora – tante aspettative. C’è chi parla di grande talento, ma di un sistema che non funziona. Molti prima della ripartenza hanno anche suggerito il fatto che i Sixers possano essere una delle squadre dell’Est più quotate per arrivare in finale.

Questa prospettiva ha subito una battuta d’arresto questa notte infrangendosi contro dei Pacers non a pieno organico.  C’è da dire che Simmons e compagni hanno dovuto fronteggiare una prestazione monstre di TJ Warren che ha messo a referto 53 punti con 20 su 29 dal campo e 9 su 12 dall’arco. Hanno contribuito alla causa con 15 punti ciascuno anche Aaron Holiday e Victor Oladipo (ancora lontano dalla forma fisica ottimale). I Pacers hanno dovuto fare a meno di due pezzi cruciali come Domantas Sabonis e Malcolm Brogdon.

Per Philadelphia c’è stata una grande prestazione di Joel Embiid (41 punti con 15 su 23 dal campo, e 21 rimbalzi), che tuttavia non è bastata per vincere l’incontro. Grande prova anche di Tobias Harris con 30 punti e Ben Simmons che ha chiuso a 19 punti e 13 rimbalzi. Per l’australiano è stata la prima partita da ala piccola, dopo il cambio di ruolo annunciato qualche settimana fa.

Ma, tolti i nomi appena fatti, nel roster dei Sixers c’è il vuoto. Una panchina praticamente inesistente e due quinti del quintetto iniziale che in campo non si è praticamente visto. Josh  Rochardson è l’ombra di quello che era a Miami e Shake Milton, promosso a point guard titolare, dopo le sfavillanti prestazioni messe in mostra prima della pausa, ha raccolto 0 punti con una prestazione che definire sottotono è eufemistico.

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@t.warren1 buries the @pacers triple for his 50th points of the night! #WholeNewGame

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Sixers, Embiid sul battibecco con Milton: “Fa parte del gioco: nulla di eclatante”

Addirittura, alla fine del primo quarto ci sono state scintille proprio tra Milton e Joel Embiid. Milton, infatti, è andato a brutto muso contro il lungo camerunense dopo uno scambio di battute fra i due, prima di essere fermato da Matisse Thybulle. Embiid ha cercato così di giustificare l’episodio a fine partita.

Fa parte del gioco. Tutti fanno degli errori. Succede. Dobbiamo avere una comunicazione migliore. Si discute di cosa succede e si va avanti, cercando di trovare una soluzione. Accade in tutte le squadre e sono sicuro che ora tutti andremo avanti nel modo migliore”.

Anche coach Brett Brown ha cercato di minimizzare l’accaduto e di inserirlo nelle classiche diatribe tra giocatori. “Penso davvero che questo genere di cose siano più salutari di ogni altra. Nel gruppo tutti adorano Shake Milton. Sono orgogliosi dei suoi miglioramenti. Non conosco tutti i dettagli, ma penso che sia stata una cosa che ha fatto bene ad entrambi. Sono buoni amici e questo genere di cose capitano ogni tanto in famiglia”.

Quello che è certo è che in casa Sixers c’è più di un problema. Coach Brown non sembra avere ancora trovato la giusta quadratura per rendere davvero Philadelphia una contender. Nel frattempo cresce la frustrazione all’interno del roster e la squadra si allontana dal quinto posto occupato proprio dai Pacers designando un possibile prima turno playoff contro i Boston Celtics.

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