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Jimmy Butler, via la maglia senza nome prima di Heat-Nuggets: “Messaggio arrivato comunque”

di Michele Gibin

La NBA non gli aveva concesso di scendere in campo con la maglia col solo numero 22 e senza nome, ma Jimmy Butler dei Miami Heat ha voluto comunque ribadire la sua personale forma di protesta prima della palla a due contro i Denver Nuggets.

Il regolamento NBA vieta ai giocatori di scendere in campo senza un nome accompagnato al numero, e la richiesta di Butler di indossare il suo solo 22 era stata declinata. Butler è sceso in campo per la palla a due con la sua maglia “anonima”, e subito dopo si è recato in panchina per cambiarla.

Un gesto calcolato di Jimmy Butler, che nel post gara ha però dichiarato che la NBA non gli ha mai proibito espressamente la maglia senza nome: “Non importa, comunque. Avevo la mia maglia poi ho deciso di tornare a quella classica perché i miei compagni avevano bisogno che io giocassi“.

Per Butler, la scelta di non indossare il nome sulla maglia “avrebbe rappresentato nell’essenza chi sono: se non fossi ricco e famoso, sarei solo un altro uomo di colore, quello che ero prima di diventare un giocatore NBA. Tutti noi abbiamo però gli stessi diritti, senza distinzioni di ogni tipo“.

La star degli Heat potrebbe decidere di reiterare il suo gesto dimostrativo, scendendo in campo con la sua maglia senza nome per poi cambiarla prima dell’inizio: “Non lo so, spero sinceramente che mi permettano di giocare così, ma è ancora tutto da decidere. Se il mio messaggio è arrivato? Senza dubbio, e come detto potrei replicare la prossima volta“. Dopo la partita, su Twitter, Butler ha postato un messaggio di John Lewis, il politico, attivista e leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, scomparso a 80 anni lo scorso 17 luglio.

Heat, Meyers Leonard non si inginocchia durante l’inno

In campo contro i Nuggets, Butler è stato il consueto concentrato di energia e playmaking per i suoi: 22 punti, 4 rimbalzi e 7 assist in 30 minuti, Miami Heat che dominano il secondo tempo contro dei Denver Nuggets rimaneggiati (ancora fuori Jamal Murray, Will Barton e Gary Harris) e svogliati in difesa. Per Miami, 22 punti con 9 rimbalzi e 6 assist per Bam Adebayo, e 20 punti per Kelly Olynyk, di cui 15 nel solo quarto periodo.

Prima della gara, Meyers Leonard degli Heat ha scelto di non inginocchiarsi con i compagni all’esecuzione dell’inno nazionale americano. Il fratello del giocatore ex Blazers è un Marine: “Io supporto assolutamente Black Lives Matter, e sono ben consapevole di cosa stia accadendo, io sono patriottico ed il mio patriottismo è profondo, posso fare entrambe le cose, onorare la bandiera e Black Lives Matter (…) non è stata una decisione semplice, lo ammetto. Non ci ho dormito. Mi ritengo persona sensibile e ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è una cosa di cui sono consapevole, e dura da anni ormai. Ora so che ho fatto la cosa giusta. Oggi il mondo si divide in buoni e cattivi, e se non ti inginocchi allora non sei per Black Lives Matter. Questa cosa non è vera“.

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