Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors “Sublime”, “come Jordan”: Steph Curry riscrive la storia di gara 7

“Sublime”, “come Jordan”: Steph Curry riscrive la storia di gara 7

di Michele Gibin
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Sublime“, “Michael Jordan moderno” e membro ufficiale da oggi (ma lo era già, suvvia) di fantomatiche liste dei 10 migliori giocatori NBA di sempre, Steph Curry ha fatto collezione di investiture e lodi dopo aver inflitto 50 punti in gara 7 in trasferta ai Sacramento Kings domenica sera.

I Golden State Warriors hanno ribaltato una serie in cui si erano trovati sotto per 0-2 e dopo aver perso in casa gara 6 l’opportunità di chiudere in 6 partite. Gara 7 è stata una partita in cui 8 giocatori in campo hanno cercato di non affondare nella pressione, un nono ha deciso di approfittarne prendendo tutti i rimbalzi dagli abbondanti errori anche dei propri compagni di squadra (Kevon Looney) e un decimo, quello “un po’ più uguale degli altri”, ha giocato come se non avesse fatto altro nella vita.

Le gara 7 sono così difficili da giocare, sono tutti nervosi, C’è bisogno di esperienza e a noi non manca per fortuna“, così coach Steve Kerr che ha battuto il suo ex assistente allenatore Mike Brown “Curry? Lui è così, il suo approccio a queste partite è questo, lui balla e vede chi gli va dietro. Si è preso 18 triple, ha perso un solo pallone e ha approfittato degli spazi per attaccare e essere aggressivo. Con lui ogni tanto fa bene ricordare che stiamo parlando di uno dei più grandi di sempre, ho le stesse sensazioni che avevo quando giocavo con Michael Jordan“.

Nessuno prima di Steph nella storia della NBA aveva segnato 50 punti in una gara 7 di playoffs, neppure Jordan, LeBron e Kobe Bryant per spendere i “soliti” nomi. Curry ora ha anche questa.

Una volta arrivati qui la nostra esperienza ci ha permesso di prendere il controllo” così Steph “La mia partita? E’ una di quelle cui si potrà sempre andare con la memoria anche in termini di sensazioni, con la tensione e le farfalle nello stomaco. Ma quando la palla si alza, è ora di giocare a basket e nient’altro. Noi stiamo smentendo i pronostici in un certo senso, giocando a un livello così alto e sappiamo che in tanti non vedono l’ora di vederci cadere, perdere. A noi piace smentire la gente“.

Dopo la partita Klay Thompson e Draymond Green hanno solo parole d’ammirazione, quasi di deferenza per una volta su Curry: “Questa è stata speciale, vederlo giocare una partita così, dominare così. Momenti da apprezzare se sei un tifoso, e se sei un suo compagno di squadra, lui è l’uomo con cui vorresti sempre andare in guerra. La partita? Quando una cosa funziona perché cambiare? Quando Steph rallenta col pallone sappiamo che cosa vuole fare, e lui ci è riuscito ogni volta“.

Per Klay Thompson “c’è una ragione per cui Steph è un 2 volte MVP e un MVP delle Finals, perché riesce a superare momenti del genere e uscirne vincitore. Quando è in quei momenti cerchi solo di fargli avere il pallone dove lo desidera, e poi di levarti di mezzo. Questa gara 7 sarà ricordata come la Steph Curry Game“.

Dopo la vittoria contro i Kings, i Golden State Warriors affronteranno i Los Angeles Lakers alle semifinali di conference, sarà una riedizione della sfida uno vs uno tra Stephen Curry e LeBron James, che mancava dal 2018.

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