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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Steve Kerr su Durant: “Era irrequieto, voleva provare qualcosa di nuovo”

Steve Kerr su Durant: “Era irrequieto, voleva provare qualcosa di nuovo”

di Francesco Catalano

Si aggiunge un altro capitolo alla sfilza di articoli scritti e dichiarazioni lasciate sull’addio di Kevin Durant dai Golden State Warriors: l’ultimo intervento a proposito è quello di Steve Kerr. Forse la voce più autorevole in tutte le voci di corridoio che sono girate. Ne hanno parlato a sprazzi gli ex compagni come Stehp Curry, Klay Thompson e Draymond Green, ma senza entrare mai troppo nel dettaglio. Diciamocelo: nelle ultime frazioni dell’ultima stagione si respirava un po’ di tensione tra le parti. Tensione che poi è sfociata nel discutibile utilizzo del giocatore al rientro da un infortunio fastidioso in gara 5 delle Finals NBA.

In quel frangente si è conclusa definitivamente l’avventura tra KD e l’universo Warriors. E lì probabilmente è terminata anche la dinastia dei Dubs. Infatti, complici anche i lunghi infortuni di Klay Thompson (rottura del legamento crociato del ginocchio) e Stephen Curry (rottura alla mano sinistra), a cui si aggiungono gli acciacchi di Green e Russell, la squadra della Baia sta affrontando questa stagione con tutti rookie e giocatori di seconda mano.

E allora, ecco, che l’inizio del piano inclinato prende inizio proprio dalla rottura tra Kevin Durant e la sua ex squadra. Coach Steve Kerr, da uomo saggio quale è, ricerca le cause dell’addio di KD in ragioni più profonde e strutturali rispetto ad una scaramuccia.

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La stessa ragione per cui abbiamo preso Kevin (Durant, ndr) è stata la causa per cui l’abbiamo perso. Era irrequieto. Probabilmente voleva giocare in modo diverso. Durante il suo primo anno con noi, era una spugna e faceva domande costantemente…penso che avesse abbracciato il progetto, che fosse eccitato. Quella squadra era irrefrenabile, a partire dal movimento della palla fino al movimento senza palla. Con il brillante isolamento di Kevin, poi, quel gruppo era veramente insuperabile”.

Quello descritto da Kerr è quindi un giocatore alla ricerca di sfide e stimoli nuovi in grado di metterlo alla prova. Infatti ha continuato così l’head coach degli Warriors: “L’anno seguente, la stagione 2017/18, abbiamo perso un po’ di quel sistema ed ha iniziato un po’ a scollarsi, e mi sono sentito come se Kevin iniziasse ad andare alla deriva. La mia sensazione era che cominciasse a diventare irrequieto. Come se dicesse ‘Questo è quanto. Abbiamo vinto il titolo lo scorso anno, ce la giocheremo anche quest’anno, ma qualsiasi cosa sia quello che sto cercando, non lo sto trovando”.

Secondo Kerr quindi il connubio tra Warriors e Durant era già finito prima ed era proseguito per inerzia, senza entusiasmo. Forse è un’analisi un po’ eccessiva, ma è evidente come Durant non si sentisse più a sua agio in quell’ambiente. E che avesse bisogno di un’altra strada, di altri stimoli. Così il viaggio continua e ricomincia daccapo. Il nuovo inizio si chiama Brooklyn, nell’attesa di smaltire il fastidioso infortunio al tendine d’Achille.

PS: la colonna sonora perfetta per questo articolo è “I still haven’t found what I’m looking for” degli U2. Buon ascolto (e lettura)!

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2 Commenti

Frank 7 Novembre 2019 - 20:57

Bell’articolo complimenti.

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Marco Tarantino 10 Novembre 2019 - 11:32

Grazie mille 😀

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