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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Steve Kerr su Trump : “E’ sempre più surreale il suo comportamento”

Steve Kerr su Trump : “E’ sempre più surreale il suo comportamento”

di Tommaso Ranieri

L’allenatore dei Golden State Warriors Steve Kerr, a margine della vittoria sui Minnesota Timberwolves, ha detto la sua su Donald Trump, il quale lo aveva criticato duramente nei giorni scorsi. Un’altra diatriba, dunque, quella tra l’allenatore degli Warriors e il presidente americano, dopo le varie controversie che si sono susseguite nei mesi precedenti.

Steve Kerr su Trump: la vicenda nei dettagli

Steve Kerr

Steve Kerr, head coach dei Golden State Warriors dal 2014. E’ alla sesta stagione nella Baia

In particolare, l’ex giocatore dei Chicago Bulls negli anni ’90 ha commentato le affermazioni di Donald Trump sul suo conto risalenti a qualche giorno fa. Nello specifico, il presidente aveva definito Kerr e il suo collega Gregg Popovich, i quali non si erano espressi sulla questione d’attualità dei rapporti tra Cina e NBA, come dei “bambini spaventati”. Queste parole, molto forti, non sono passate inosservate, tanto da provocare la reazione altrettanto dura dell’allenatore di Golden State.

E’ surreale. Ogni giorno ne ha una nuova, per tutti. Oggi sono io, domani ci sarà qualcun altro, e dopodomani qualcos’altro ancora. E’ un circo, e continuerà. Sembra assurdo, ma è così.

Dalle dichiarazioni di Kerr emerge nuovamente quel sentimento d’insofferenza che, nel mondo dello sport americano, è riversato nei confronti di Donald Trump dal momento della sua elezione. In tal senso, significativo è il paragone effettuato dall’ex giocatore dei San Antonio Spurs rispetto al passato.

Ripenso alle varie visite che ho fatto alla Casa Bianca. Ho visto 5 presidenti dal 1984 in poi, e il primo fu Ronald Reagan. Lui mi invitò sei mesi dopo l’omicidio di mio padre in Iran. Con lui non c’era alcuna differenza di idee politiche, valori, tradizioni. Ero americano e basta, ed era l’unica cosa che contava. Sento che ora non è più così.

Nonostante l’ostruzionismo mostrato dall’attuale inquilino dello studio ovale, ciò non impedirà Kerr di riferire il suo pensiero sulle varie questioni all’ordine del giorno, come da lui stesso confermato: “Sono le cose in cui credo, e penso che mi sento a mio agio nel parlarne. Commenterò, è il mio diritto, in quanto sono americano e sono in grado di poter fare tutto questo

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