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The Last Dance, il gran finale: le reazioni agli episodi 9 e 10 della serie

di Michele Gibin
finali nba 2020 date

The Last Dance, da oggi disponibile anche in Italia su Netflix il gran finale della serie targata ESPN e dedicata a Michael Jordan ed ai Chicago Bulls 1997\98, ha vissuto in America gli ultimi due appassionanti episodi, cala dunque il sipario sulla docu-serie evento che ha catalizzato l’attenzione dei tifosi di tutto il mondo, rimasti senza basket giocato.

Il doppio episodio di chiusura parla della doppia sfida tra 97 e 98 degli Utah Jazz di Karl Malone, John Stockton e coach Jerry Sloan a MJ, Scottie Pippen ed i Bulls. Le NBA Finals del 1997 distinte dalla celeberrima “flu game“, la gara 5 al Delta Center di Salt Lake City in cui un Michael Jordan con uno stomaco sottosopra segnò 38 punti e condusse alla vittoria i suoi con la serie in parità sul 2-2. A chiudere la serie finale a Chicago ci penserà poi un tiro di Steve Kerr, imbeccato come sempre da Jordan sul possesso finale.

L’episodio numero 8 si era chiuso alla vigilia della finale di conference 1998 tra i Bulls e gli Indiana Pacers di coach Larry Bird e di Reggie Miller. L’idea di “Killer Miller” prima di iniziare la serie? “Terminare qui la carriera di Michael Jordan“, il risultato, la serie più dura e difficile mai giocata dai Bulls 6 volte campioni NBA, vinta solo alla settima partita.

Il decimo e ultimo episodio di The Last Dance significa “The Shot“. Gara 6 delle finali NBA 1998 in un Delta Center infuocato, con i Jazz sotto 3-2 nella serie ma con 2 partite casalinghe da giocare contro una squadra sfibrata, con uno Scottie Pippen in difficoltà e con poche gocce di benzina rimaste nel serbatoio. Tocca ancora una volta a Michael Jordan, che in una sequenza di gioco diventata mitica (canestro del pareggio-recupero difensivo su Malone- tiro del sorpasso a 5 secondi dal termine) scrive la storia col sesto titolo in altrettante finali giocate. Una serie durante cui Dennis “Rodzilla” Rodman trova persino il tempo di comparire nell’ultimo episodio WCW invece di allenarsi dopo gara 3.

L’ultima perla, quella forse davvero inedita tra le tante storie raccontate nei 10 episodi, è la più preziosa. Michael Jordan, che per l’intera stagione aveva glissato sulle domande sul suo ritiro e sulla fine della dinastia Bulls, rivela a fine episodio: “Sarei stato disposto a giocare ancora un anno, a firmare assieme ai miei compagni per un altro anno e tentare per il settimo titolo. Lo avremmo fatto. Phil (Jackson, ndr) sarebbe stato d’accordo, Pippen lo avremmo dovuto convincere probabilmente, ma se ci fossimo stati tutti, io, Rodman, Phil, anche lui ci sarebbe stato. Sono sicuro che avremmo potuto vincere ancora. Ed il fatto di non aver avuto la possibilità di mettermi alla prova ancora una volta, mi ha fatto arrabbiare, non l’ho mai accettato“.

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