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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Warriors, Curry rallenta e si fa anche male contro i Clippers: “Niente di serio”

Warriors, Curry rallenta e si fa anche male contro i Clippers: “Niente di serio”

di Lorenzo Brancati

Dopo il rientro di Draymond Green e l’esplosione di Steph Curry, si ferma contro i Los Angeles Clippers la serie positiva di partite dei Golden State Warriors. Gli ospiti si sono infatti imposti per 108-101, riuscendo a ricacciare indietro la rimonta nel quarto finale dei padroni di casa.

Non brilla come ci aveva abituati nelle ultime uscite Curry, che si ferma a 13 punti e 5/17 dal campo e rimedia anche una storta alla caviglia verso la fine dell’incontro. Contributo di Green che invece continua a non rientrare appieno nei tabellini, con 4 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 2 palle rubate.

Curry si ferma contro i Clippers: “Nulla di serio”

Come raccontato poi a fine partita da Coach Steve Kerr non dovrebbe trattarsi di nulla di grave: “Ha preso una storta. Mi ha detto che non è serio come infortunio. Domani verrà curato quando arriverà al centro sportivo. Gli daranno un’occhiata. La buona notizia è che lui non sente sia serio.”

I Golden State Warriors saranno ora attesi nuovamente dai Los Angeles Clippers nella nottata di venerdì, con Curry che avrà un paio di giorni a disposizione per rimettersi in sesto. Sebbene probabilmente non sarà rischiato, la presenza del numero 30 sarà fondamentale, vista la caratura dell’avversario. E le difficoltà che continuano a colpire alcuni di quelli che dovrebbero essere i suoi più fidi compagni.

Kelly Oubre Jr, arrivato in estate dagli Oklahoma City Thunder, tira ancora malissimo dal campo e da tre: 4/13 e 0/6 e chiude con soli 8 punti, senza presentarsi neanche una volta in lunetta. In crescita invece Andrew Wiggins, quantomeno nelle percentuali: 8/12 dal campo e 2/4 da tre punti, così come Eric Paschall, che con 9 punti rapidi dei 19 totali segnati in uscita dalla panchina concede ai suoi fiato e parziale in favore.

Dopo le prime uscite stagionali disastrose, insomma, una progressiva crescita degli uomini di rotazione e il rientro sempre più a regime di un leader come Draymond Green stanno aiutando sempre più Curry a tenere Golden State in linea di galleggiamento playoffs.

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