Termina la striscia di sette vittorie consecutive per i Golden State Warriors che, nella notte, hanno perso contro gli Charlotte Hornets con il punteggio di 106-102. Partita molto equilibrata, con addirittura 25 pareggi e 14 cambi di vantaggio. Decisa solo nei secondi finali, grazie alla determinazione degli Hornets e qualche errore di troppo per gli Warriors.
Gli ultimi 40 secondi sono stati quelli decisivi. Con Charlotte avanti di due punti, a pochi secondi al termine la coppia Green-Iguodala ha bloccato Terry Rozier conquistando una palla a due. Palla a due che, nonostante la differenza di altezza, è stata vinta da Rozier nei confronti di Green. Lo stesso Rozier poi è andato a trasformare i due tiri liberi decisivi che hanno chiuso la partita.
“Bisogna trovare il tempismo giusto con la palla”, dice Rozier sulla palla a due vinta. “Volevo assolutamente vincerla perché non avevo girato la palla come dovevo. Tutti stavano guardando me, volevo fare un gioco che avrebbe favorito la nostra squadra e ci sono riuscito.” Il numero 3 di Charlotte ha terminato la sua partita con 20 punti a referto.
Buone prestazioni per gli Hornets sono arrivate anche dal solito LaMelo Ball con 21 punti (14 nel solo primo quarto), 7 rimbalzi e 5 assist. Insieme a lui, bene anche Miles Bridges, miglior realizzatore della squadra, con 22 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Kelly Oubre Jr ancora male contro la sua ex squadra con 10 punti realizzati, e soprattutto con un’espulsione arrivata all’inizio dell’ultimo periodo a causa di due falli tecnici.
Warriors, prima sconfitta in trasferta
Per i Golden State Warriors (11-2), invece, è arrivata la seconda sconfitta in stagione, dopo le sette vittorie consecutive sulle otto partite giocate in casa. Non una grande prestazione, con 15 palle perse, e soprattutto con 9/39 da tre punti. Causa anche, una non brillante prestazione al tiro di Stephen Curry.
Curry, infatti, ha comunque chiuso la partita con una doppia doppia da 24 punti, 6 rimbalzi e 10 assist. Ma, al tiro non è stato eccezionale con un 7/22 dal campo, di cui 3 su 13 da tre punti. Il due volte MVP non è mai riuscito a prendere ritmo nel corso della partita, tant’è che diversi tiri presi erano molto forzati e quasi impossibili anche per uno come lui. Nonostante questo, è riuscito a realizzare un buzzer beater sulla sirena del terzo quarto straordinario.
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Steve Kerr, intervenuto al termine della partita, ha voluto commentare la prestazione non eccellente di Curry e della sua squadra tutta: “Di certo non è stata la sua partita migliore. Ha cercato di lottare per tutta la partita, prendendo anche tiri difficili, ma non è mai riuscito ad entrare in ritmo.”
Insieme a Steve Kerr, è intervenuto anche Draymond Green, il quale si è “autoaccusato” di non essere riuscito a vincere la palla a due, ed inoltre ha spiegato come sia diverso vincere le partita in trasferta. “Vincere in trasferta è più difficile, c’è bisogno di una maggiore intensità e di un diverso livello di concentrazione. Non abbiamo mai messo realmente la nostra impronta sul gioco, e quando non lo fai non riesci a sapere come può terminare una partita.”
Non bene anche gli altri Warriors, con il solo Andrew Wiggins che è riuscito a realizzare 28 punti, con 6 rimbalzi e 2 assist. Jordan Poole e Draymond Green, gli unici insieme a Curry e Wiggins a chiudere in doppia cifra, hanno terminato la partita rispettivamente con 13 punti e 11 punti. Nonostante la sconfitta, gli Warriors sono l’unica squadra NBA ad aver segnato in ogni partita oltre 100 punti. Restano ancora primi a Ovest, in attesa del big match di martedì contro i Brooklyn Nets.

