Warriors, Steph Curry a 360 gradi: Durant, Russell, titolo e tanto altro
145633
post-template-default,single,single-post,postid-145633,single-format-standard,bridge-core-1.0.4,cookies-not-set,qode-news-2.0.1,ajax_updown,page_not_loaded,,no_animation_on_touch,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-18.0.9,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

Warriors, Steph Curry a 360 gradi: Durant, Russell, titolo e tanto altro

stephe curry warriors

Warriors, Steph Curry a 360 gradi: Durant, Russell, titolo e tanto altro

Steph Curry ha parlato tout-court del passato, presente e futuro dei Golden State Warriors. Per la franchigia della California s’inaugura sostanzialmente un periodo nuovo e una sfida inedita. Sono sempre presenti gli altri due pilastri Klay Thompson e Draymond Green, ma nel frattempo hanno salutato Kevin Durant, Andre Iguodala e Shaun Livingston. Assieme a loro hanno preso altre strade anche i giovani Quinn Cook e Jordan Bell.

Gli Warriors ripartono proprio da Curry, che sarà il giocatore che avrà indossato per più stagioni la casacca dei Dubs. All’età di 31 anni, il ragazzo di Akron (Ohio), si appresta a disputare la sua undicesima stagione NBA, ma è ancora come se fossero i primi anni.

Se mi pesa? No. Se le persone me lo hanno ricordato? Si … è bello anche se spero di essere saggio al di là dei miei anni, ma ancora giovane sul campo”.

La rivoluzione nella Baia

Curry ha aggiunto che dovrà giocoforza cercare di riposarsi di più durante l’estenuante regular season, per conservare parte delle energie e mantenere alto il rendimento. Steph potrà contare di nuovo sui suoi storici compagni di squadra, anche se Thompson, a causa dell’infortunio al ginocchio riportato a gara 6 delle Finals, non potrà tornare in campo prima di febbraio-marzo.

Nonostante ciò, la dirigenza dei Golden State Warriors ha deciso di legarsi al giocatore con un contratto quinquennale da 190 milioni. Allo stesso modo, il gm Bob Myers ha blindato anche Draymond Green con un’estensione contrattuale da 100 milioni in 4 anni. Quest’ultimo sarà fondamentale ancora una volta per Steph e per il gruppo.

Sono felice per lui perché ha lavorato duro per arrivare fino qui

Draymond Green è senza dubbio il leader carismatico della squadra. Oltre ai tanti rimbalzi, al grande apporto in fase difensiva e ai miglioramenti sostanziali apportati al tiro, il difensore dell’anno 2017 possiede una personalità forte e la grinta degne dei veri guerrieri. D’altra parte, è inutile negare che le numerose partenze non abbiano dato uno scossone alla squadra.

Shaun Livingston è stato nelle rotazioni un tassello imprescindibile del gruppo e l’MVP delle finali NBA 2015 Andre Iguodala uno dei giocatori chiave nei tanti finali tirati di partita in questi anni. Livingston è attualmente free agent, Iguodala è invece stato spedito ai Memphis Grizzlies, ma i Grizz potrebbero presto concedere un buyout al giocatore. L’addio che più pesa è senza dubbio quello di Kevin Durant.

Steph Curry e il suo rapporto con Kevin Durant

KD ha disputato tre anni sensazionali nella Baia, vincendo due titoli e quest’anno è stato fermato sul più bello soltanto dagli infortuni. Proprio l’infortunio al tendine d’Achille riportato in gara 5 delle finali NBA lo terrà fuori probabilmente per l’intera prossima stagione. Durant ha firmato lo scorso 1 luglio con i Brooklyn Nets insieme a Kyrie Irving per formare una squadra con ambizioni da titolo. Steph Curry ha ribadito più volte lo splendido rapporto avuto con KD, mettendo in evidenza le tante battaglie vinte insieme.

Abbiamo vinto due titoli e penso che siamo entrambi migliorati durante il processo sia come giocatori di basket sia come persone. Con l’aspettativa di dare il massimo ogni notte e tutto quello che segue… è una grande cosa da saper gestire e penso che io e lui in particolare ci siamo connessi su quel livello.”

Poi ha continuato parlando del trasferimento dell’ex compagno di squadra a Brooklyn: “Ovviamente alla fine del percorso con lui che va a Brooklyn, cerchi solo di capire se sia felice e se sta andando in un posto dove sente che deve essere. Alla fine devi essere felice per lui. Questa è quello che ogni giocatore della lega vorrebbe, ovvero essere in una situazione in cui puoi decidere dove vuoi giocare”.

I futuri Warriors e le parole di Curry su D’Angelo Russell

Nonostante ciò, gli Warriors hanno rimpiazzato i vuoti che si sono venuti a creare nel roster. Particolarmente importanti la conferma del prezioso Kevon Looney e gli arrivi di Alec Burks, Willie Cauley-Stein e D’Angelo Russell.

Soprattutto quest’ultimo sembra essere colui che insieme a Curry dovrà dare nuova linfa vitale alla squadra in questa stagione, e soprattutto durante il lungo stop di Klay Thompson. Curry e Russell in particolare sembrano occupare in campo ruoli molto simili, ma coach Steve Kerr non ha dubbi sul fatto che troverà ancora un sistema di gioco che possa comprendere allo stesso tempo gli Splash Brothers e D’Angelo. Lo stesso Steph è certo del fatto di poter integrarsi benissimo con lo stile di gioco del nuovo arrivato:

“Russell è estremamente talentuoso e pieno di capacità, e ha grande creatività in quanto a ball handling, nel modo in cui sta in campo e ovviamente nel modo in cui tira. Ci dà qualcosa di diverso in termini di qualcuno che può avere la palla nelle mani e creare una situazione offensiva, ed avremo bisogno di questo tipo di playmaking”.

Proprio per questo, Steph sorride quando gli vengono palesati dei dubbi sui nuovi Warriors. Molti esperti sostengono infatti che la squadra della Baia sia fuori dai giochi nella corsa per il titolo. Dal momento che, in particolare a Ovest, ci sono squadre rinforzate notevolmente come Los Angeles Lakers, Los Angeles Clippers, Houston Rockets e Utah Jazz.

Come ha dichiarato anche Klay Thompson, però, è prematuro considerare Golden State già come una squadra non più all’altezza. Curry, Thompson e Green hanno già dimostrato che anche da soli possono riuscire a vincere un titolo. Per di più, l’arrivo di un giocatore come D’Angelo Russell non potrà che elevare sostanzialmente il livello della squadra. Proprio per questo motivo, i Dubs sono pronti a smentire tutti e a riprendersi lo scettro di campioni.

Francesco Catalano
fr.cata7@gmail.com
2 Comments
  • Franco
    Posted at 19:33h, 15 Agosto Rispondi

    Green non e’ leader di un bel niente il vero leader era Durant che ha fatto vincere x ben 2 anni una squadra che veniva da una finale persa in modo cocente senza di lui anche quest’anno la squadra e’ naufragata.

    • Marco Tarantino
      Posted at 12:09h, 20 Agosto Rispondi

      Onestamente Franco non so, io a livello di mentalità credo il leader (anche a livello emotivo) sia Green 🙂 Poi che KD sia un fenomeno è indubbio

Post A Comment