Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsOklahoma City Thunder: che fare con Kanter quest’estate?

Oklahoma City Thunder: che fare con Kanter quest’estate?

di Matteo Meschi
Kanter Turchia

Come già più volte detto in passato, Enes Kanter è un giocatore che divide l’opinione pubblica. Se da un lato infatti la sua potenza offensiva lo rende capace di essere una possibile arma letale all’attacco dei Thunder (grazie anche ad una superba sintonia con Westbrook), non si può dire altrettanto della sua difesa.

Se a questo si aggiungono le parole al veleno che il lungo ha riservato alla sua ex squadra, gli Utah Jazz, viene da chiedersi quale sarà la scelta migliore che Sam Presti dovrà prendere quest’estate, quando il giocatore sarà restricted-free agent e dovrà sedersi al tavolo delle trattative.

Infatti, se da una parte la mossa di Kanter è stata accolta con grande entusiasmo dai tifosi (che contemporaneamente hanno assistito all’addio di Perkins, vero e proprio un peso più che un supporto alla causa secondo molti), dall’altra il giocatore turco ha sollevato qualche dubbio sul suo reale valore.

Queste paure sono nate principalmente a causa della sua incapacità di difendere sul diretto avversario in post, finendo così col lasciare troppo sguarnito il pitturato: troppe volte in questa stagione i Thunder sono arrivati a concedere più di 100 punti, una cifra non sopportabile per qualunque altra squadra con pretese al titolo.

Oltre tutto questo, bisogna anche aggiungere un atteggiamento fuori dal campo che ha fatto storcere il naso a più di un dirigente. Infatti, prima della gara contro i suoi ex-compagni degli Utah Jazz, il giocatore ha così tuonato:

Credo che non sia stata una frustrazione di una-due partite; è stata una frustrazione durata tre anni e mezzo. Non andava bene niente, niente mi piaceva e di conseguenza non ero spronato a portare sul parquet il 100% di ciò che era nelle mie corde. La differenza è che giocare a Oklahoma City mi piace, questa è la cosa importante. Non mi è mai veramente piaciuto giocare a pallacanestro prima, durante la mia carriera. Questa è la prima volta che sento di giocare per la mia squadra, per i tifosi, per i miei compagni di squadra, per i miei allenatori, per tutti”.

Un attacco frontale non legato ai singoli problemi avuti con l’ex allenatore Corbin, ma all’intera organizzazione e ai tifosi di Salt Lake City, che hanno accolto di conseguenza con sonori “Boo” l’ingresso del loro ex beniamino.

Tenendo conto di tutti questi fattori, la scelta che la dirigenza dei Thunder dovrà prendere quest’estate sarà meno facile di quanto appaia, anche in vista dei cambi sulla salary cap che entreranno presto in vigore. Infatti, con le trade di quest’inverno, Oklahoma ha deciso di spararsi tutte le cartucce a disposizione, cedendo alcune prime scelte pur di aver un roster il più competitivo fin da subito.

Per questo motivo la posizione di Kanter si fa molto delicata: probabilmente verrà rinnovato, e giustamente. Le sue doti sono indiscusse, e sinceramente lasciarlo partire significherebbe dover cercare un rimpiazzo degno (cosa che al momento non sembra esistere come ipotesi all’orizzonte). Tuttavia, i dirigenti dovranno essere bravi a strappare la firma ad una cifra relativamente bassa: i suoi limiti tecnici e caratteriali non ne fanno un primo violino, ma un’ottima spalla del trio Westbrook-Durant-Ibaka, i quali sono gli unici in grado di essere leader in campo e fuori.

Per NBA Passion,

Matteo Meschi

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