Quale può essere il trait d’union fra Kobe Bryant, che di certo non ha bisogno di presentazioni, e Jae Crowder, ala piccola dei Celtics di 1,98m?
Apparentemente nulla: il primo è uno dei più grandi giocatori della storia, futuro Hall of Famer, 5 volte campione Nba, 2 ori olimpici, innumerevoli riconoscimenti individuali, il secondo, un giocatore dalle modeste capacità tecniche ma dal grande agonismo che di certo non ha avuto la strada spianata per l’Nba, anzi, diciamo che, uscito dall’high school, era molto più quotato come giocatore di football che di basket.
Il figlio di Corey Crowder (ex giocatore Nba) decide di continuare la carriera cestistica e dopo due anni in college minori, approda a Marquette University dove è evidente un suo progressivo miglioramento, fino a far registrare 17.5 punti e 8.4 rimbalzi di media a partita. Si dichiara eleggibile al draft del 2012 ed è scelto con la 34esima scelta da Cleveland e passato la sera stessa a Dallas.
Da qui buone prestazioni, quando ha l’occasione di scendere in campo, poi un anno di D-League e successivamente, i Boston Celtics, nel dicembre 2014, lo mettono sotto contratto per un anno, con successivo rinnovo di contratto a 35 milioni di dollari per 5 anni (2105-2020). Che dire? Finalmente, Crowder, con la fatica e col sudore si è meritato un posto fisso sul palcoscenico della Lega di Adam Silver.
Il sudore, la fatica e l’indefessa etica lavorativa di Crowder sono gli elementi che lo hanno portato dove è ora e che hanno attirato l’attenzione del Black Mamba, che del resto ha fatto dell’allenamento un’ossessione, e del miglioramento e lo studio del gioco uno stile di vita. Bryant, a proposito di Jae Crowder, dice: “Ho seguito il suo sviluppo dagli inizi a Dallas. Ci fu una sera in cui facemmo tardi a Dallas, e io andai dritto al campo d’allenamento per fare qualche tiro e allenarmi un po’. E lui [Crowder] era lì. Era lì ad allenarsi. Era lì per migliorare il suo gioco. E quando l’ho visto, non ho avuto altro che rispetto per lui”. Parole di stima molto importanti, quelle del 24 dei Lakers. Respect From Kobe: Jae Crowder l’ha guadagnato col sudore.
Per NBA Passion,
Marco

