Spurs, chi sostituirà Marco Belinelli?

di Giuseppe Fagnani

Nell’estate del 2013, con grande sorpresa di tutti, il free agent italiano Marco Belinelli ha firmato un contratto di due anni con i San Antonio Spurs. La guardia, col duro lavoro in allenamento e con una grande intelligenza tattica, si è subito inserita all’interno del sistema di gioco degli speroni, con grande soddisfazione di coach Popovich e del GM R.C. Buford.

In quell’anno, infatti, Marco aiuta, col suo contributo preziosissimo dalla panchina, la sua squadra a vincere il quinto anello della storia della franchigia texana, giocando un basket spettacolare per gli occhi di tutti gli appassionati di questo sport e non.

Giocando nella second-unit, Marco ha portato freschezza alla squadra, essendo un ottimo tiratore da oltre l’arco e potendo dar fiato al suo amico dai tempi di Bologna, Manu Ginobili, nel portare avanti la palla e gestirla in fase d’attacco. Peccava nella fase difensiva a causa del suo fisico leggermente troppo sottile, ma era comunque apprezzato da Popovich e compagni per l’impegno che metteva in ogni cosa.

Durante la recente offseason, però, gli speroni, con grande dispiacere di tutto lo staff, non sono riusciti a rifirmare il giocatore italiano, il quale ha dovuto fare le valige e trasferirsi in California, alla corte dei Sacramento Kings, dove ha comunque ottime possibilità di giocare nel quintetto titolare.

Ora tutti i tifosi Spurs si chiedono chi possa prendere il posto di Marco nelle rotazioni e negli schemi della squadra. Il blog Pounding The Rock, molto vicino alla franchigia texana, ha provato a rispondere, analizzando i tre giocatori che potrebbero realmente sostituire Belinelli: Jimmer Fredette, Jonathon Simmons e Kyle Anderson. 

JIMMER FREDETTE

Fredette in maglia Kings

Fredette in maglia Kings

Fredette, nei primi tre anni di NBA, si è dimostrato un eccellente tiratore da tre punti, realizzando il 40% dei tiri da oltre l’arco su 456 tentativi. Per questo ovvio motivo, come caratteristiche tecniche, è quello che si avvicina maggiormente alla guardia italiana. Al contrario di Marco, però, Jimmer preferisce avere la palla in mano, piuttosto che giocare lontano dalla palla per ricevere un passaggio su uno scarico di un compagno, o su un’uscita dai blocchi. Siamo sicuri, però, che Popovich farà capire al giocatore chi comanda, convincendo il giocatore a seguire gli schemi del sistema Spurs.

Nella fase difensiva, invece, Fredette è un difensore sottovalutato, riuscendo a tenere molto bene le penetrazioni dei giocatori più piccoli di lui, anche se potrebbe non bastare considerando il suo fisico non proprio scultoreo. Questo potrebbe rappresentare un punto debole per la squadra, che quindi, avrebbe bisogno di un forte contributo del giocatore in fase offensiva per tenere in equilibrio il risultato.

JONATHON SIMMONS

Simmons festeggia la vittoria in Summer League

Simmons festeggia la vittoria di MVP della finale  in Summer League

Jonathon, al contrario di Jimmer e Marco, ha un fisico adatto a giocare in NBA, potendo contare su di esso in ogni situazione di gioco, sia nella propria metà campo, che in quella avversaria. È un ottimo attaccante dal palleggio: può colpire in penetrazione, attaccando il ferro o scaricando per i compagni sull’arco, oppure in palleggio arresto e tiro dopo aver dribblato il suo diretto avversario. Ha, quindi, caratteristiche diverse dall’italiano, ma Popovich potrebbe comunque puntare su di lui data comunque la sua crescita esponenziale durante questi ultimi anni passati in D-League, magari scovando un nuovo Kawhi Leonard dal nulla.

L’unica pecca di Simmons è quella del tiro dalla distanza: non è molto affidabile e lo sa. Si prende pochissimi tiri da oltre l’arco, tirando, comunque, con percentuali piuttosto basse, per pensare che gli avversari possano rispettarlo per tenere occupata la difesa. Sicuramente, se il giocatore migliorerà anche sotto questo aspetto, sarà uno dei cardini della second-unit degli Spurs del presente e, magari, uno dei giocatori chiavi per il futuro dei texani.

KYLE ANDERSON

Anderson in azione nella Summer League di Las Vegas

Anderson in azione nella Summer League di Las Vegas

I punti forti dell’ex UCLA sono sicuramente il playmaking e la sua abilità di catturare rimbalzi. Kyle ha un ottima visione di gioco e riesce facilmente a creare tiri facili, per sè e per i suoi compagni, potendo contare su una visione dall’alto data la sua maggiore altezza rispetto ai playmakers avversari. Ha sviluppato anche un ottimo gioco in post basso, dove ha costruito i successi degli Spurs nella Summer League di Las Vegas. Durante la competizione si è distinto anche per la sua grande capacità di prendere i rimbalzi, arrivando a catturare il 18% dei rimbalzi difensivi della squadra. E’ un ottimo portatore di palla e, quindi, potrà aiutare Manu Ginobili in fase di impostazione degli schemi chiamati dal coach.

Essendo stato, però, sempre il playmaker principale, ovunque abbia giocato, non ha mai dovuto sviluppare un gioco lontano dalla palla. Questa potrebbe essere una pecca secondo Gregg Popovich, che predilige molto un gioco in cui tutti sono sempre in movimento e tutti toccano il pallone. Inoltre, Anderson non è un buon tiratore dalla distanza, avendo tirato col 31% su 76 tiri nella sua carriera da professionista. Anche la sua difesa è da migliorare, considerando che per il suo fisico non riesce a reggere le penetrazioni dei giocatori più rapidi di lui.

Kyle, però, è ancora molto giovane e ha ancora tantissimo tempo per crescere e per migliorare ogni aspetto del suo gioco, quindi, in futuro ci si aspettano grandi cose da lui.

CONCLUSIONI:

Gregg Popovich avrà molto da studiare e da lavorare per rimpiazzare al meglio Belinelli, potendo scegliere tra tre giocatori completamente diversi l’uno dall’altro. Al momento nessuno sa cosa passi per la testa del coach, ma maggiori risposte le potremo avere dopo le partite di pre-season, che inizieranno l’8 ottobre, proprio contro la nuova squadra di Marco, i Sacramento Kings.

Per NBA Passion,

Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)

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