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Steal Of The Draft: Draymond Green, Human Swiss Army Knife

di Andrea Sterpa

Draymond Green nasce a Saginaw Michigan il 4 marzo 1990 e passa la sua infanzia e gioventù sempre vicino casa, frequentando la Saginaw High School dove inizia a giocare a basket dimostrando sin da subito di essere portato per questo sport. Al termine della High School Draymond non si allontana troppo da casa, decidendo di portare il suo talento a Michigan State University, casa degli Spartans di coach Tom Izzo.

Draymond Green con la maglia dei mMchigan State Spartans

Draymond Green con la maglia dei mMchigan State Spartans

Green arriva a MSU nel 2008 e nel suo anno da freshman gioca 37 partite partendo dalla panchina con 3.3 punti e 3.3 rimbalzi di media per partita, alzando subito l’asticella quando arrivano le partite che contano: durante il torneo NCAA del 2009 la sua media punti diventa di 8.5 per gara, e gli Spartans volano alle Final Four dove vengono sconfitti in finale da North Carolina per 84 a 72.

Nel suo secondo anno, quello da Sophomore i numeri di Green si fanno sempre più interessanti, e coach Izzo lo sfrutta come sesto uomo, ruolo nel quale Draymond riesce a risultare spesso decisivo, diventando il primo giocatore nella storia degli Spartans a vincere il premio di sesto uomo dell’anno nella BIG 10. Per il secondo anno consecutivo Michigan State arriva alle Final Four ma la loro avventura si conclude in semifinale contro i Butler Bulldogs di Gordon Hayward.

Nei due anni successivi gli Spartans non riescono più a ripetere le due stagioni precedenti, ma i numeri di Green migliorano sempre di più, e nel suo anno da senior Draymond viene nominato capitano della squadra, vince per sei volte il premio di giocatore della settimana, diventando poi uno dei tre giocatori nella storia di Michigan State a realizzare più di mille punti e più di mille rimbalzi.

Draymond Green selezionato dai Warriors al draft '12

Draymond Green selezionato dai Warriors al draft ’12

Green completa tutti i quattro anni di college e nel 2012 si rende eleggibile al draft, nel quale verrà selezionato dai Golden State Warriors, scelta più che azzeccata visto che si rivelerà nel corso degli anni successivi una delle migliori Steal nella storia del draft. In una recente intervista riportata da Gazzetta.it Draymond Green ha detto di come ha sempre avuto fiducia in se stesso e nelle sue abilità che lo hanno portato a diventare un all star:

“Ho sempre creduto nelle mie abilità. Ma sono entrato in NBA come 35a scelta al draft: non sai nemmeno se troverai una squadra, visto che il tuo contratto con chi ti ha scelto non è garantito. Né se giocherai abbastanza per poter competere per essere un All Star. Per come sono arrivato in NBA, credo di essere riuscito ad ottenere davvero tanto. Ho sempre avuto fiducia in me stesso, ma non posso mentire dicendo che mi aspettavo di diventare un All Star. C’è una splendida atmosfera qui, ci sono i migliori giocatori della NBA e c’è tanto rispetto reciproco. E’ speciale, e lo è ancora di più visto che è l’ultimo All Star Game di Kobe. Era il mio idolo, far parte del suo ultimo All Star è incredibile per me”.

Nel suo primo anno in NBA Green non trova spazio da subito, ma con gli infortuni di Rush e Richard Jefferson riesce ad avere sempre più minuti in quintetto, giocando 79 partite con una media di 13.4 minuti per gara. Il momento migliore nella stagione per Draymond arriva ai playoff, dove parte da titolare per due partite nella semifinale di conference persa contro i San Antonio Spurs per 4-2. Nella stagione seguente Green trova sempre più spazio e sempre più minuti in campo giocando tutte le 82 partite di regular season delle quali 12 nel quintetto titolare. L’avventura ai playoffs finisce subito, infatti Golden State viene eliminata al primo turno dai Clippers in 7 partite.

La stagione 2014-15 è quella della definitiva consacrazione sia per Green che per i Warriors. Con l’infortunio di David Lee il nuovo coach Steve Kerr decide che è giunto il momento per Green di diventare l’ala grande titolare della squadra, e il numero 23 dimostra ampiamente di meritare questo ruolo migliorando ancora di più i suoi numeri, passando dai 6.2 a 11.7 punti per gara, grazie anche ad un minutaggio sempre più alto. Quest’anno però i Warriors non escono subito dai playoff, anzi presentandosi come squadra col miglior record della lega Golden State vola indisturbata verso le finals dopo aver battuto per 4-0 i New Orleans Pelicans al primo turno, 4-2 i Memphis Grizzlies, e 4-1 gli Houston Rockets in finale di conference. Le finals però sono più difficili del previsto, nonostante i favori del pronostico dopo le prime tre partite Green e compagni si trovano sotto per 2-1 contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James che perdono però le successive tre partite consegnando alla squadra di Oakland il titolo 2015.

La stagione in corso per Green è se possibile ancora migliore della precedente. Il numero 23 dei Warriors ha partecipato al suo primo All Star Game e, a tutt’oggi, ha fatto registrare 11 triple doppie mostrandosi a tratti inarrestabile.
Quest’anno per Green è anche l’ultimo con il contratto da rookie e, a meno di strani sconvolgimenti, Golden State farà di tutto per trattenerlo.

 

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