Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsIl team piú caldo e il team piú “freddo” della settimana NBA!

La settimana NBA si chiude nella serata di oggi con 5 match, ma 6 giorni sono piú che sufficienti a individuare i team piú in forma e quelli piú in difficolta in NBA! 4 team su tutti meritano di entrare in questo gruppo, tutti della Eastern Conference, anche perche ad Ovest ci sarebbero anche squadre, come i T’Wolves o i Warriors, che pur cavalcando 2 strisce, una perdente e una vincente, da inizio anno possono perennemente definirsi in difficolta e in strepitosa forma! Le “nomination” per squadre piú calde della settimana vanno ai Detroit Pistons e agli Charlotte Hornets, quelle per team piú “freddi” vanno ai Brooklyn Nets e, strano ma vero, ai pessimi Knicks di questa prima parte di stagione, reduci da 6 giorni da incubo ma, estendendo il discorso, da 40 giorni senza vittorie.

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Partiamo coi Brooklyn Nets: il team di Hollins sta attraversando una tremenda fase di involuzione dovuta innanzitutto, a mio modo di vedere, al delicato momento anche a livello manageriale, con tanti e troppi dubbi che attanagliano il proprietario, Prokhorov, probabilmente deluso dalle tante promesse non riuscite a mantenere e da una spesa assurda con un roster il cui budget stagna perennemente oltre il CAP e che non ha reso quanto ci si aspettava. La partenza di Pierce a inizio anno ha reso l’idea di quanto il lunatico proprietario sovietico fosse deluso e si sentisse tradito da uno dei giocatori da cui si aspettava sicuramente piú di tutti, ma le voci su una possibilissima partenza di Brook Lopez e Deron Williams oltre al quasi sicuro ritiro di Garnett mettono potenzialmente la parola fine al programma che doveva condurre in pochi anni i Nets al titolo, e lo fanno ancor prima di arrivare a Luglio per resettare. A evidenziare come si punti su diversi giocatori, Jarret Jack promosso in quinetto, D-Will in panchina e per giunta infortunatosi alla costola in settimana, con diversi giorni che lo vedranno in lista indisponibili. Le sconfitte sono arrivate tra l’altro contro team che sono alle spalle dei Nets, alcuni in reupero e ambiziosi per la corsa all’ottavo posto, Pistons e Celtics su tutti, mentre la sconfitta piú cocente e deludente è arrivata per mano dei Sixers, che hanno espugnato allo scadere il Barclays Center per 90-88. La prima sconfitta, quella di lunedi 5 contro i Mavs, giunta dopo 1 OT, è quasi la meno dolorosa perchè arrivata contro un top team non certo avversario diretto, mentre quella di ieri notte contro i Pistons mette davvero pressione a Johnson e compagni, su cui le ombre di Hornets, Pacers, Pistons e Celtics iniziano a farsi pericolose. Questa settimana sarà cruciale, anche per capire quanto saranno approfonditi alcuni rumors che vedono Lopez in partenza verso OKC e Deron Williams verso altri lidi, Kings su tutti.

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L’altro team freddo, anzi freddissimo, non puo’ che essere New York , su cui pochi numeri possono bastare a testimoniare il momento a dir poco delicato: nella notte contro gli Hornets è arrivata la 15a sconfitta in fila, record storico di franchigia (ritoccato verso il basso ad ogni partita). Volendo confinare il discorso alla sola settimana in corso, i Knicks hanno subito pesanti sconfitte contro Grizzlies, Rockets e Hornets appunto, mentre coi Wizards il 101-91 ha almeno salvato la faccia. In totale, 23.5 punti di scarto medio in settimana, tanti fischi, Bargnani Stoudemire e Anthony fuori e tanta, tantissima confusione anche tra i rookies che a scaglioni stanno esordendo e avendo chance causa infortuni dei big. Insomma, si pianifica e si spera nel 2015-16, quando Stat  e Bargnani scadranno e Jackson potrà davvero mostrare la sua sapienza.

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Menzione speciale: too easy, in tanti avevano caldeggiato i Cleveland Cavaliers in questa categoria, ma le sconfitte maturate contro Warriors e Rockets non potrebbero, in teoria, essere da sole sintomatiche di una crisi, non fosse altro che ai team trionfanti contro Blatt e giocatori si sono aggiunti i Sixers fanalini di cosa ad Est. La partenza di Waiters e i nuovi arrivi (Mozgov, Shumpert, Smith su tutti) oltre all’infortunio di Lebron sono alibi aggiuntivi non da poco, per una squadra alla ricerca della giusta alchimia e sicuramente piú interessata a giungere in forma a Giugno che a Gennaio. Il trend pero’ deve cambiare, con urgenza, visto che Griffin non potrà difendere in eterno Blatt, diventato capro espiatorio dei media.

Passiamo ai team piú caldi della settimana!

Togliendo Warriors e Hawks il cui trend positivo arriva da lontano, i team che in settimana hanno suscitato maggior entusiasmo sono gli Hornets e i Pistons, pur avendo questi ultimi perso un match contro gli Hawks appunto, e tra l’altro di soli 3 punti.

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Gli Charlotte Hornets vengono da un record di 5-5 nelle ultime 10 partite, ma in settimana sono arrivate vittorie in serie contro Celtics, Raptors e Knicks in trasferta e Pelicans in casa. Un team in difficoltà, una diretta concorrente, un team comunque sopra ai Thunder ad Ovest e un top-team dell’Est come Toronto. Una grande settimana, 4 importanti vittorie, 5 se contiamo anche quella contro i Magic della scorsa settimana, anche loro in rimonta sull’ottavo posto, e tutte con un comune denominatore di nome Kemba Walker: un 30ello pieno di media, 3 partite su 4 sopra i 30 punti e 29 a Toronto, dove in soccorso è arrivato Gerald Henderson, progressivamente in risveglio dal torpore di inizio anno (9.5 di media prima di Toronto) e autore di 31 punti, 22 sopra la media stagionale. Gli Hornets oggi distano 1,5 partita dagli Heat ottavi ma si ritrovano con un enorme punto interrogativo di nome Lance Stephenson: cederlo per l’armonia del gruppo o tentare, nuovamente, di accendere il suo talento e metterlo a servizio del team? 27 milioni in 3 anni sono difficili da cedere, ma le pretendenti non mancano e Lance gode ancora di ottima reputazione e stima sulle sue qualità, anche se finora mostrate a sprazzi. Tornando agli Hornets, le sfide che si prospettano non sono delle piú semplici, ma quelle contro i Pacers del 17, Minnesota del 19 e soprattutto Heat del 21 possono davvero cambiare la faccia di una stagione iniziata molto male e finalmente ora alla svolta.

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L’altro team caldo, vera sorpresa di questo ultimo mese NBA, sono i Detroit Pistons. L’hashtag “JoshSmithEffect” resta uno dei piú quotati su Twitter, e la spiegazione la danno i Pistons. 8-2 nelle ultime 10, 9-1 senza l’ex giocatore di Hawks ora ai Mavs, e sconfitta arrivata solo per mano degli Hawks comunque capolisti di Conference e reduci da numeri impressionanti da 2 mesi a questa parte. La settimana di Van Gundy si è aperta con il back-to-back di vittorie in trasferta, a San Antonio in buzzer-beater grazie a Jennings, e la notte dopo a Dallas. Dopo il 106-103 casalingo contro Atlanta è arrivata stanotte la vittoria per 98-93 contro i Nets, avversari diretti di cui i Pistons stanno, ambiziosamente, tentando di prendere la scia. Un numero molto interessante si evidenzia in questa ultima settimana: 4 partite, 4 diversi migliori marcatori. Drummond con 20 a San Antonio, Monroe 27 (18 rimbalzi e 6 assist) a Dallas, Caldwell Pope contro gli Hawks con 20 e Jennings stanotte con 20 (e 11 assist) contro i Nets. Equilibrio sembra essere la parola del momento in casa Detroit, che con l’ingresso di Meeks dopo i tanti problemi alla schiena, e il minutaggio progressivo concesso a Tolliver oltre a DJAgustin che sta ritrovando la forma dello scorso anno ai Bulls, sta scoprendo nuove spaziature e nuovi assetti di cui i tiratori stanno beneficiando in modo impressionante. Dopo la prima sconfitta in tanti pensavano al ritorno al torpore di inizio anno, ma in back-to-back e contro un diretto concorrente, pur sempre in difficoltà, come i Nets, i Pistons hanno convinto e confermato le buone impressioni post partenza di Smith. Se poi controlliamo i dati di Houston dall’arrivo di J-Smoove e soprattutto la differenza tra quando il mancino parte nello starting-five e quando parte dalla panchina, riusciamo a darci tante risposte sull’attuale, entusiasmante, momento Pistons.

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Menzione speciale : 4 vittorie consecutive dei Denver Nuggets che, strano a dirlo, si portano a ridosso dei Thunder e, teoricamente, possono ambire a un posto playoff, non fosse per la paurosa concorrenza dell’Ovest. La partenza di Mozgov ha aperto le porte a Nurkic, che sta confermando i progressi mostrati nel periodo recente e che hanno portato alla coraggiosa cessione del russo. Sul mercato sembrano esserci in tanti, ma questo non sembra aver tolto entusiasmo ma sembra aver motivato le nuove leve del futuro.

Per Nbapassion

Luca Mazzella

 

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