Nel prossimo draft gli Oklahoma City Thunder partiranno, a meno di un sorteggio favorevole in lotteria, dalla quattordicesima chiamata.
In questa posizione di mezzo trovare il nome giusto è sempre stato storicamente molto difficile e spesso si è assistito a grandi flop con grandi chiamate arrivate con una posizione più alta.
Ecco cosa hanno bisogno di trovare questi Thunder:
- Una guardia tiratrice sembra essere una buona soluzione: Dion Waiters è troppo discontinuo, Lamb non convince e Morrow più che uno starter è un ottimo sesto uomo pronto ad uscire dalla panchina pronto a spezzare la gara. Andre Roberson, titolare nell’ultima stagione, ma non è di certo un giocatore con tanti punti nelle mani.
- Una Backup Point Guard: trovare qualcuno meglio di Westbrook è difficilissimo in un qualunque draft, figuriamoci con la chiamata numero quattordici. DJ Augustin è già un adeguatissimo ricambio, in grado anche di riuscire a far giocare Westbrook in un quintetto dual-PG. Alcuni sostengono che avere un terzo PG nella rosa (che potrebbe essere Waiters o Lamb) potrebbe essere la soluzione ideale per questa rosa.
- Ala 3-e-D: forse il giocatore con le caratteristiche tecniche ideali nella pallacanestro moderna. Un giocatore con le caratteristiche di Danny Green o andando un pochino più indietro negli anni, il primo Bruce Bowen.
I nomi quindi papabili, secondo Welcometoloudcity.com, per posizione nel mock draft e per utilità alla causa Thunder sembrano essere quelli di:
- Jerian Grant (PG, Notre Dame): 195 cm per 93 kg, class senior di Notre Dame, ha viaggiato nell’ultima stagione NCAA con una media di 16,5 punti, 3 rimbalzi e 6,6 assist in 38 partite. Tra i punti di forza di questo giocatore c’è sicuramente il fisico, già ben strutturato, insieme a grandi doti di ball handling e creatività offensiva. Tra i giocatori NBA, ricorda proprio l’ex Thunder Reggie Jackson.
- Devin Booker (SG, Kentucky): 198 cm per 93 kg, class freshman di Kentucky, ha terminato la stagione con 10 punti di media e 2 rimbalzi e 1 assist. Dalla sua sicuramente, come nel caso di Grant, c’è il fisico che, unito ad intelligenti doti di movimento, gli ha permesso durante la stagione di tenere a bada anche avversari più grossi di lui in molte situazioni difensive. Inoltre è un eccellente tiratore, con percentuali pari al 41,1% da 3 e oltre il 50% da 2. Suo alter-ego tra i pro? Gente da mani fatate: Gordon Hayward.
- Kelly Oubre (SF, Kansas): 200 cm per 91 kg, class freshman di Kansas, ha concluso l’annata in 34 partite con 9,3 punti a partita insieme a 5 rimbalzi e 1,1 assist. Dotato di grandi doti difensive, sa attacca il canestro e si comporta a rimbalzo molto bene grazie alle sue doti atletiche. Tra i giocatori già NBA, possiamo citare Kendall Gill come suo simile tra i pro.
- J. Hunter (SG, Georgia State): 195 cm per 82 kg, class junior di Georgia State, ha completato la stagione con 19,5 punti di media, 4,7 rimbalzi e 3,5 assist. Molto fluido nel gioco col pallone tra le mani in qualità di playmaker, in attacco sa tirare da fuori o sa inserirsi in dribbling in spazi molto stretti (spesso anche tra due avversari). In questo caso il suo paragone va con J.J. Redick dei Los Angeles Clippers.
Sicuramente, avere come allenatore Billy Donovan, un ex coach proprio della NCAA che ha già avuto a che fare con questi giocatori, potrà solamente aiutare la scelta della dirigenza al prossimo draft.
Per NBA Passion,
Matteo Meschi

