La preseason per gli Oklahoma City Thunder si è conclusa con la vittoria contro gli Utah Jazz per 113-102.
Durante la partita sono saliti in cattedra le due star di OKC, con Durant autore di 29 punti (11 su 15 dal campo) e Westbrook protagonista con una fantastica tripla doppia da 21 punti 10 assist e 10 rimbalzi, che hanno chiuso un match in cui sono brillati anche Ibaka (16 punti e 5 rimbalzi), Adams (14 punti e 10 rimbalzi) e Waiters (14 punti).
Si conclude così una preseason in cui Oklahoma ha cercato di dare le prime risposte a tutti i dubbi legati alla prossima stagione, a partire dal nuovo allenatore.
Il cambio di Brooks con Billy Donovan aveva lasciato qualche dubbio nei tifosi di OKC, anche a causa del fatto che si tratta della prima esperienza in NBA per l’ex coach di Florida.
Inoltre il fatto di essere stato inserito in un gruppo costretto a vincere sin da subito e in cui la superstar di riferimento si trova in scadenza di contratto lo costringono a dover trovare sin da subito la giusta alchimia tra le varie individualità che compongono il roster.
Il suo ingrato compito sarà quindi quello di creare una vera reciprocità tra i giocatori, in cui i talenti cristallini di Durant e Westbrook riescono ad esprimere al meglio il loro talento senza tuttavia sacrificare la compattezza e l’unità del gruppo.
Proprio questo è l’obiettivo primario del coach, consapevole del fatto che non sarà possibile dare alla squadra un imprinting tattico completamente differente dal passato in una sola stagione.
Per questo motivo l’ex allenatore dei Florida Gators dovrà (come è già successo a Brooks prima di lui) sacrificare parte del suo gioco per integrarlo con gli inevitabili isolamenti di Durant e Westbrook “Ci sono molte molte cose che vorrei fare, ma penso che per ora la più importante sia la creazione di una relazione tra tutti i componenti del gruppo. Dovrò lavorare con uomini che si trovano all’interno di questa organizzazione da tanto tempo e hanno costruito molto a Oklahoma City. Devo avere una chance per conoscerli tutti, inserirli all’interno di uno staff unito e allineato. È la prima volta che ci troviamo a lavorare insieme! Ci dovremo sedere e parlare della filosofia del gioco, di come io vedo la pallacanestro e di come la vedono loro” spiegava coach Donovan a luglio su ESPN.
Se l’allenatore riuscirà o meno nel suo intento non lo scopriremo probabilmente prima della fine della regular season, ma intanto Kevin Durant in un intervista rilasciata a The Oklahoman prima dell’ultima partita di preseason di OKC ha speso parole d’elogio per il suo nuovo coach: “Donovan vuole che si corra più organizzati. Vuole mettere i ragazzi in pacchetti offensivi con differenti posizioni. Brooks ha fatto un gran lavoro per permettere l’apertura del campo e di conseguenza le nostre giocate in isolamento, ma penso che stia facendo molto bene anche Donovan, seppur in modo differente. Ci dobbiamo muovere tutti di più, soprattutto nel cambiare lato“.
Per i Thunder, oltre a Donovan, è proprio la star l’altra grande incognita di questa squadra: il giocatore infatti non solo è in scadenza di contratto, ma viene da una stagione tempestata dagli infortuni.
Con l’avvicinarsi alla regular season, la star è vicina al recupero completo della forma, anche se la preseason non può essere ritenuta un banco di prova sufficiente. In ogni caso le sue prime partite dell’anno sono state comunque abbastanza positive, con una media di 18 punti, 4 rimbalzi e quasi 3 assist in 24 minuti a partita.
Di che pasta siano fatti questi Thunder lo scopriremo per la prima volta il 28 ottobre, quando comincerà la regular season e si troveranno subito davanti una corazzata come quella di San Antonio.
Per NBA Passion,
Federico Sarchi


