Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLa tripla doppia: valore aggiunto o pura statistica?
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Il caso Draymond Green

Nel pezzo sono stati citati LeBron e Jokic, maestri nel trovare i compagni smarcati e creare occasioni in qualsiasi circostanza. James è ovviamente un fenomeno assoluto e il serbo è probabilmente il centro con le mani più educate della storia complessivamente parlando, molto vicino a superare Wilt Chamberlain come lungo con più triple doppie a referto.

Se si cerca però un caso emblematico in termini di statistiche utili dobbiamo guardare a Draymond Green. A livello statistico è forse uno dei più bizzarri giocatori in attività, capace di serate come quella recente in cui ha pareggiato, sempre in una tripla doppia, il record di assist di franchigia per gli Warriors con 19 o i 6 punti, 8 rimbalzi e 16 assist del 15 febbraio scorso.

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Draymond Green in partita durante una fase d’attacco.

L’aiuto che Green fornisce alla squadra va oltre ogni dire ed è perfettamente esemplificato nella sua tripla doppia più illustre: il 10 febbraio 2017 il giocatore degli Warriors mette a referto la prima tripla doppia della storia senza la doppia cifra nei punti. Chiuderà la partita con 4 punti, 12 rimbalzi, 10 assist e 10 palle rubate nella vittoria contro i Memphis Grizzlies. Uno sforzo complessivo di questo tipo mette in luce quanto una tripla doppia possa essere davvero efficace per aiutare la squadra pur senza segnare venti, trenta, o quaranta punti. Si evidenzia un altruismo e una volontà di far bene per il collettivo che pochi hanno e che in pochi sanno esprimere come lui.

E ora parliamo del caso più scottante in termini di triple doppie…

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