Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLa tripla doppia: valore aggiunto o pura statistica?
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Valore aggiunto o pura statistica?

In definitiva, viene quindi da pensare che ogni tripla doppia abbia un valore a sé stante dato dal contesto in cui si sviluppa e cosa porta effettivamente alla squadra. Di sicuro è giusto affermare che questo tipo di prestazione si sia ormai sdoganato e non impressioni più di tanto, non come una volta almeno. Il basket è cambiato, certamente, così come gli interpreti e il grado di preparazione dei singoli giocatori ma sembra sempre più che il vero valore sia dato esclusivamente dalle statistiche.

Certamente questo è un indicatore, se un giocatore segna 60 punti costantemente è impossibile non considerarlo uno scorer eccellente, ma cosa portano quei 60 punti alla squadra? Arrivano con la vittoria? Arrivano con un anello? O sono tutti, come detto prima, dei losing effort? Il giocatore quindi non è decisivo? Non migliora i compagni? Lo stesso vale per la tripla doppia: ha senso puntare a mettere a referto più statistiche possibili se la cosa può arrivare a nuocere all’ambiente? O più in ampio, ha senso continuare a considerare la tripla doppia come un traguardo eccezionale? Dati alla mano, lo scorso campionato sono state registrate 100 triple doppie tonde, in questo 70 dopo soli due mesi e mezzo. Dalla stagione 2016-17 in avanti non si è scesi sotto le 100 triple doppie, cosa mai successa negli anni precedenti.

Troppo facile per difese più morbide in stagione regolare probabilmente, dove vige sempre più spesso l’idea di dare riposo alle star, di non spendere troppe energie per preservarsi per i Playoff e questo porta a snaturare anche i conseguimenti una volta ritenuti impressionanti.

Il basket cambia, i giocatori cambiano, le statistiche cambiano ma cambiamento, spesso e purtroppo, non vuol dire necessariamente miglioramento.

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