Gonzaga
Una squadra costruita per vincere il titolo. Il più vincente coach in attività (parlando in termini di percentuali) con l’81.8% di vittorie in 18 anni sulla panchina dei Bulldogs. Coach Few è ovviamente il principale artefice di un programma vincente, che però non è mai riuscito a fare l’ultimo passo. Almeno finora. Il 2017 è l’anno del primo viaggio alle Final Four di Gonzaga. L’esordio avverrà nella notte tra 1 e 2 aprile, contro un’altra debuttante assoluta, South Carolina. Mark Few e i suoi ragazzi sono già appagati? Non ci giurerei.
Zags alle Final Four per la prima volta
Ci sono voluti 18 anni, tra mille delusioni, per arrivare a questo punto. Mark Few e il suo staff però non si sono mai arresi, e adesso ci siamo. L’annata però non sembrava dovesse iniziare nel migliore dei modi. La decisione di Karnowski di tornare per l’ultimo anno a Gonzaga ha cambiato tutto. Il centrone polacco, ristabilitosi dopo un infortunio gravissimo alla schiena, è uno dei giocatori più importanti del team Gonzaga.
L’aggiunta al roster di Nigel Williams-Goss (WCC Player of the Year), Jordan Mathews (decisivo contro WVU nelle Sweet 16 e… guest star nello show dei teletubbies) e Johnathan Williams (fattore contro Xavier nelle Elite 8), per non parlare dell’apporto del freshman Zach Collins, hanno reso la Gonzaga di quest’anno davvero speciale. Le Final Four non possono essere abbastanza, questi ragazzi sono qui per arrivare fino in fondo.
Perché la squadra di Mark Few può vincere tutto
La profondità del roster. Non solo Williams-Goss e Karnowski, anche Williams, Mathews e Collins sono delle certezze. La possibilità di poter contare su diversi atleti è ovviamente un’arma in più in vista delle Final Four. Gonzaga ha diversi giocatori che possono prendere in mano la partita. Se poi Williams-Goss è quello visto contro Xavier (23 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e ZERO palle perse) gli Zags possono contare su un giocatore tra i primi 5 nella NCAA.
Contro Xavier inoltre i Bulldogs sono riusciti finalmente ad aprire il campo grazie al tiro da fuori. Dopo le percentuali pessime dei turni precedenti Gonzaga ha tirato con il 50% dall’arco (12/24). La difesa di South Carolina, in semifinale, sarà molto simile a qualcosa che gli Zags hanno già affrontato. Frank Martin è stato infatti allievo di Bob Huggins a Cincinnati. Adesso i suoi Gamecocks mettono in campo una difesa paragonabile, almeno per aggressività, a quella diventata marchio di fabbrica dei Mountaineers. Mark Few e i suoi hanno già affrontato una difesa del genere, uscendone vittoriosi. Questa consapevolezza può sicuramente instillare fiducia a Karnowski e compagnia.
Perché Gonzaga non arriverà fino in fondo
South Carolina ha fatto fuori Marquette, Duke, Baylor e Florida. Cavalcano la stagione più entusiasmante nella storia della scuola, adesso non hanno niente da perdere. In più Sindarius Thornwell è forse il giocatore che sposta di più su entrambi i lati del campo. Viaggia a 25.7 punti a partita nel torneo; gli avversari affidati a lui raccolgono 4.3 punti di media con un incredibile 4/27 dal campo! Martin lo piazzerà sicuramente sul giocatore più in forma di Gonzaga, ed è lì che la profondità del poster degli Zags dovrà saper fare la differenza.
South Carolina è stata sotto nel punteggio in tre delle quattro partite finora giocate nel torneo NCAA. Nei secondi tempi i Gamecocks hanno sempre stravinto il confronto (il totale dice +47 punti a loro favore). Gonzaga deve avere pazienza nell’attaccare questa difesa. Nella finale del Regional, Florida è riuscita a farlo solo nel primo tempo. Nella seconda frazione l’attacco dei Gators si è arenato, Casey Hill ha tentato di risolverla da solo ma non è stato possibile. Contro SC nessun singolo la spunta. Gonzaga deve dimostrare ancora una volta di essere squadra.
(Francesco Gulfo)


