San Antonio Spurs sconfitti alla prima delle 3 gare di scrimmage prima della ripartenza dai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, per coach Gregg Popovich è stata l’occasione per inaugurare il suo turnover anche in panchina, con i suoi assistenti.
Contro i Bucks, è stata Becky Hammon a fare da head coach della squadra. Gli Spurs hanno perso per 113-92, e coach Popovich ha agito da assistente allenatore e diligentemente con indosso una mascherina, come da protocollo di sicurezza.
Gli Spurs privi di LaMarcus Aldridge (infortunato, non giocherà in stagione) Trey Lyles e Patty Mills, hanno potuto poco contro dei Bucks già lanciati con Antetokounmpo (22 punti in 21 minuti), Khris Middleton (16 punti in 22 minuti) ed un Brook Lopez da 17 punti ed un 3 su 3 al tiro dalla lunga distanza che fa ben sperare.
Per San Antonio è Lonnie Walker IV uno dei miglior in campo, assieme a Dejounte Murray ed al rookie Keldon Johnson, che con Mills a riposo trova minuti e spazio. Per Walker una prova da 14 punti in 24 minuti. L’highlight della serata è però tutto per Drew Eubanks, ala al secondo anno da Oregon State che nel quarto quarto “punisce” Thanasis Antetokounmpo con una gran schiacciata.
Ad avere la peggio è proprio Antetokounmpo che nel ricadere a terra batte il capo sul parquet ed è costretto ad uscire. Per lui concussion policy e status in dubbio per le prossime uscite dei Bucks.
Per Marco Belinelli una partita da 4 punti, 2 assist e 2 rimbalzi in 13 minuti di gioco.
Nel post gara, Becky Hammon commenta la sua prima partita stagionale da acting head coach degli Spurs: “Sono tutte occasioni per crescere, non solo personalmente. Oggi conta la crescita dei ragazzi, che sono felici di poter essere tornati in campo e ad una parvenza di normalità. Per tutti è stata la pausa dal gioco più lunga delle nostre vite“.
Con Tim Duncan, uno degli assistenti di Gregg Popovich, rimasto a San Antonio per seguire il recupero di LaMarcus Aldridge, ad avvicendarsi in anchina per le prossime due partite degli Spurs saranno gli assistenti Will Hardy e Becky Hammon, come annunciato da “Pop” prima della partita contro i Bucks.




Presa questa decisione, il passo successivo fu quello di andare dal suo allenatore alle San Antonio Stars, Dan Hughes, e raccontargli quello che voleva diventare. “Aveva avuto l’intero anno per star lì seduta ad osservare tutto dalla panchina. Aveva saputo studiare benissimo le partite e aveva imparato molto, durante tutto l’arco della stagione. Potevo vedere nella forza del suo sguardo che allenare era veramente una cosa che voleva fare. Quando mi chiese che cosa dovesse fare per prepararsi ad essere un coach, seppi che era arrivato il momento di coinvolgere Pop e R.C. (Buford, general manager degli Spurs).”
Ormai da più tre anni, Becky Hammon fa parte della famiglia nero-argento. Pop ha continuato ad esprimersi con la massima stima nei suoi confronti: “Sa esattamente come fare le cose e i nostri giocatori rispondono benissimo al suo impatto. Le viene naturale. Ha un contatto diretto con la gara, la capisce. Ti da l’impressione di essere quel tipo di coach come Avery Johnson, Steve Kerr o Budenholzer“.





