Sono passati 24 anni da quando alle Olimpiadi di Barcellona si è esibita la squadra di basket più forte di tutti i tempi, una squadra che, inevitabilmente, ha influenzato chiunque l’abbia incontrata o chiunque l’abbia vista anche solo in video: il Dream Team. 
Charles Barkley, uno dei protagonisti di quella squadra da sogno e protagonista oggi nel panorama cestistico come analista, non si è lasciato sfuggire l’occasione di sottolineare le manchevolezze di Team USA (non più chiamato “Dream”, forse, per non subire oltremodo confronti, sempre più inappropriati) impegnato alle Olimpiadi di Rio.
Le parole di Sir Charles
La squadra americana, allenata da coach Mike Krzyzewski, pur non avendo perso ancora una partita, da l’impressione di non avere più quell’aura di imbattibilità, esprimendo poche idee in attacco e ancor meno in difesa. Intervistato da Brad Cesmat di Sports360AZ.com, Barkley critica sia il gioco espresso dagli americani, sia la squadra in sè:
“Ovviamente spero che vincano l’oro. Il mio desiderio è sempre quello che vinca la medaglia d’oro. Non penso che abbiano fatto un buon lavoro -sono tutti ottimi giocatori, non fraintendetemi- vogliono tutti la palla.
A parte DeAndre Jordan, ogni giocatore in quella squadra vuole la palla per sé. Li vedi giocare un sacco di uno contro uno. […] Ma prendi gente come Kyle Lowry, uno forte, vuole segnare. Kyrie vuole segnare. Kevin vuole segnare. Derozan vuole segnare. Quindi, penso siano davvero stagnanti in attacco.”
Infine Barkley fornisce un ulteriore riflessione a corollario del suo discorso:
“Quando creeranno la squadra in futuro, devono mettersi in testa che non basta avere degli ottimi, eccellenti giocatori offensivi. Devono avere anche giocatori che se non prendono un tiro non stiano lì intorno a deprimersi.”
Parole più che condivisibili, parole che se ascoltate potrebbero far riflettere l’intera squadra, così da avere un approccio più umile e una squadra più amalgamata. Con Popovich cambierà la musica per il Team USA? 

Quando Hakeem Olajuwon approcciò per la prima volta il mondo della pallacanestro era un quindicenne come tanti di Lagos, Nigeria, che divideva il suo tempo libero tra i due sport più in voga del momento: il calcio, ovviamente, e la pallamano.
















simo ma le sue dimensioni non lo aiutano di certo.
delle 82 disputate e viaggia a 14 punti di media, con 8.6 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata a partita, cifre che gli valgono l’inserimento nel quintetto dei Rookie.















