In attesa di tornare in campo con la maglia dei suoi Houston Rockets (la preseason partirà nella notte tra il 30 settembre e il 1 ottobre, con la sfida ai cinesi degli Shanghai Sharks al Toyota Center, mentre la prima gara della regular season è in programma nella notte tra il 24 e il 25 ottobre contro i Milwaukee Bucks, sempre tra le mura amiche), James Harden è concentrato sul JH-Town Weekend, evento annuale di beneficenza organizzato dal Barba e giunto alla sua terza edizione, in programma a Houston il 23, il 24 e il 25 agosto e il cui ricavato andrà interamente alla 3 The Harden Way foundation, la sua fondazione di beneficenza che si occupa in particolar modo di garantire istruzione ai ragazzi con difficoltà economiche.
James Harden, tante star e tanto divertimento: il programma del terzo JH-Town Weekend

James Harden con Chris Paul e il rapper Meek Mill in occasione del JH-Town Weekend dello scorso anno.
L’evento avrà il via venerdì 23 agosto con il “James Harden & Friends Charity Concert”, un concerto di beneficenza che si terrà al Revention Music Center di Houston e vedrà la partecipazione di importanti artisti. Nel pomeriggio di sabato 24, il fuoriclasse di Houston Rockets ospiterà un evento per oltre un centinaio di bambini e le rispettive famiglie. Ci sarà anche il sindaco di Houston, Sylvester Turner, che farà un annuncio speciale con Harden. Sabato sera, invece, sarà il turno dello show comico al The George Theatre: si esibiranno, tra i tanti, Jasmin Brown, Jess Hilarious, Billy Sorrells e King Keraun.
A far calare il sipario sul terzo JH-Town Weekend sarà una partita di softball, in programma nel pomeriggio di domenica 25 al Schroeder Park dell’Università di Houston. Al match prenderanno parte numerose celebrità, tra cui i noti rapper americani Travis Scott e Meek Mill, tra i più noti a livello mondiale e grandissimi amici di Harden, e Russell Westbrook, migliore amico del Barba da tanti anni e approdato quest’estate agli Houston Rockets: i due hanno già militato insieme agli Oklahoma City Thunder dal 2009 al 2012. Tre giorni di musica, sport, cibo e tanto altro: di certo non mancherà il divertimento, per una terza edizione dell’evento che si preannuncia un successo come le precedenti due.






Yao Ming era la rivoluzione. Nel 2002 venne scelto per primo dai Rockets, che anni prima al posto suo scelsero un altro straniero, lo stesso precursore di una nidiata di giovani talenti provenuti dal continente africano. Oddio Akeem quanto meno fece l’università negli USA, a Houston appunto. Yao è arrivato proprio dalla Cina e come JR Smith vi può spiegare bene, l’attitudine è un pelino diversa. Yao subito si presenta all’audience americana con un clamoroso ‘Handshake Fail’: seduti sul divano bianco di casa Ming, nel tentativo di complimentarsi a vicenda, il gigante insieme a genitori ed agente hanno messo in piedi un siparietto confuso di mani e congratulazioni che ha fatto ribaltare mezza america. Charles Barkley profetizzò che mai avrebbe segnato più di 19 punti in una partita nella NBA, smentito qualche palla a due più tardi, cosa che gli costo una calda effusione col didietro di un mulo.
Poi solo 5 partite in 2 anni, l’imposizione dei 24 minuti massimi a partita per avere il tempo di recuperare il piede infortunato e la sofferta, insostenibile decisione di dire basta al basket giocato. Un addio leggero, senza tanti fronzoli, colui che mai è stato premiato dalla NBA come miglior qualcosa e che forse è stato sottoposto ad un riflettore molto più ampio delle sue reali capacità, ma che davanti a tutto non ha mai fatto sfigurare la sua imponente personalità posata. Un mondo che collideva con un altro in un sistema pensato fin nei minimi dettagli, sia il periodo di partite, di recupero e di stop tra una stagione e l’altra e che veniva puntualmente sovvertito perchè “La nazionale cinese chiama”, quindi d’estate invece di riposarsi si va con i compatrioti. Era dura essere Yao Ming e solo Yao Ming

Head Coach: J.B. Bickerstaff
