Con 4.6 secondi ancora da giocare sul cronometro di gara 3 e i Bucks in vantaggio per 103-100, Marcus Smart prova ad alzarsi per un tiro da tre punti in emergenza contro Jrue Holiday, dopo la grande difesa del numero 21 di Milwaukee su Jaylen Brown, e proprio dallo stesso subisce un fallo.
Fallo che gli arbitri riscontrano non essere su un tentativo di tiro di Smart, che si deve dunque accontentare di soli 2 tiri liberi. La guarda di Boston segna il primo, sbaglia di proposito il secondo ma la correzione a canestro del potenziale pareggio di Al Horford arriva fuori tempo massimo. Milwaukee vince gara 3 e i cocci, anche emotivi, sono tutti dei Celtics.
Boston recrimina su una prestazione troppo brutta per essere vera di Jayson Tatum, fermato da Wesley Matthews e che chiude con 4 su 19 al tiro una partita anonima, e sulle cattive percentuali da tre punti. Il non fischio, o per meglio dire dal punto di vista dei Celtics il fischio errato su Smart, è l’occasione perfetta per sfogare la delusione.
“Era fallo, (Holiday, ndr) va sul braccio e sul pallone proprio mentre Smart si alza per tirare. Non si piò sentire che non fosse sul movimento di tiro. Davvero una chiamata sbagliata“, così coach Ime Udoka.
Udoka che non ha potuto sfruttare il suo coach challenge già usato senza successo in precedenza, e da questa stagione agli arbitri non è più concesso di consultare l’instant replay negli ultimi 2 minuti di partita per rivedere qualsiasi fischio, in assenza di un challenge. “Non cambia. Si è visto in diretta e lo si è visto poi, era un tiro, stata tirando e ha subito fallo“.
Posizione ovviamente assunta anche dallo stesso Smart, che dopo la partita ha confermato di aver già iniziato il movimento di tiro al momento del fallo. Idea diversa quella dell’arbitro, che ha assegnato un fallo su movimento di “rip-through”. “Mancavano 4 secondi, lo sai che cerchiamo un tiro da tre… e noi sappiamo che loro cercheranno di commettere fallo Ero davvero convinto fossero 3 tiri liberi, e invece no“.
Fallo o non fallo sul tiro, Boston ha comunque avuto ben 4 occasioni per pareggiare. Marcus Smart si avventa sul suo errore volontario per primo ma sbaglia il tiro, Robert Williams cattura un secondo rimbalzo ma sbaglia anche il suo tap-in, così come Horford che riesce a convertire solo quando il tempo è già abbondantemente scaduto. Finisce 103-101 per dei Bucks esausti e incapaci di controllare un rimbalzo offensivo alla fine, ma che trovano in Giannis Antetokounmpo e Jrue Holiday i due closer decisivi.






