Texas centro delle attenzioni mediatiche della NBA, Texas terreno di uno scontro tra due team dalla pelle diversa, dotati di due culture diametralmente opposte. I pragmatici e mistificati San Antonio Spurs del santone Gregg Popovich e gli estrosi e vorticosi Houston Rockets guidati dal famigerato ‘Baffo’ Mike D’Antoni sono pronti a dar vita ad una serie intrisa di sfumature tecnico-tattiche e dai caratteri thrilling. In questo intrigante confronto non mancano le classiche sfide nella sfida, decisive a loro modo nel verdetto che il campo emanerà in maniera insindacabile: intrecci e colpi di teatro sono assicurati, così come le griffe d’autore che verrano messe nero su bianco. E l’imprevedibilità darà quel tocco cinematografico che ben si sposa con il clima postseason.
Tre sono i precedenti ai playoff, tutti vinti dai ‘razzi’. Da segnalare in particolar modo, oltre ai confronti del 1980 e 1981, il faccia a faccia alle Western Conference Finals 1995, dove ci fu l’epico duello tra l’Ammiraglio David Robinson e Hakeem ‘The Dream’ Olajuwon: i Rockets ebbero la meglio con un perentorio 4-2 e successivamente andarono a vincere il titolo contro gli Orlando Magic.
SAN ANTONIO SPURS STATS
- First round: 4-2, vs Memphis Grizzlies
- Offensive rating: 116.8
- Defensive rating: 107.3
- Team leaders: Kawhi Leonard (31.2 PTS), LaMarcus Aldrige (7.3 REB), Kawhi Leonard (3.8 AST)
HOUSTON ROCKETS STATS
- First round: 4-1, vs Oklahoma City Thunder
- Offensive rating: 109.7
- Defensive rating: 104.3
- Team leaders: James Harden (30.2 PTS), Clint Capela (6.6 REB) , James Harden (7 AST)
IL DUELLO
Inutile che il ritmo di gioco sarà l’ago della bilancia di tutta la serie. Se i Rockets riusciranno a mantenere alta l’intensità, per gli Spurs sarà difficile correre dietro a loro, visto il divario atletico tra i roster. Infatti, negli ultimi due anni, Pop e soci hanno risentito la spossatezza fisica dovuta anche all’età avanzata di alcuni giocatori: non è un semplice luogo comune, ma un dettaglio che potrebbe fare la differenza. I neroargento, per gestire le cose a loro piacimento, dovranno arginare la mente creativa avversaria, che ha il nome e la barba di James Harden. Danny Green sarà chiamato a marcarlo in maniera al limite dell’ossessivo, magari in alternanza con Kawhi Leonard, uno che sa cosa vuol dire difendere. Imbrigliare il numero 13 significherebbe assopire i furori dei biancorossi.

Se gli Spurs non riusciranno in qualche modo a fermare il pick and roll dei Rockets potrebbero avere dei seri problemi.
Il pick and roll di marca dantoniana è un’altra chiave di volta davvero interessante. Capela e Nene Hilario hanno dimostrato contro i Thunder di essere a tratti straripanti, e per due lunghi statici e dotati di una scarsa propensione difensiva come Pau Gasol e Aldridge potrebbe essere molto faticoso bloccare loro la strada verso il canestro. Previsti, dunque, gli straordinari per Dwayne Dedmon. Ma non solo. Perchè proprio a causa di questi deficit gli esterni Spurs potrebbero giungere in aiuto, lasciando pericolosi buchi sull’arco: i frombolieri in maglia Rockets, se in giornata, possono infilare triple a grappoli. L’importante sarà ovviamente alzare le percentuali (28.4% con OKC). Popovich, con quello che ha a disposizione, dovrà curare la difesa perimetrale in maniera maniacale.
D’altra parte, San Antonio può cercar di banchettare nel pitturato avversario sfruttando un frontcourt ricco di buone soluzioni offensive. Gasol infatti è in grado di impartire vere e proprie lezioni in post basso, andando a concludere lui stesso o smistando qualche passaggio; Aldridge invece ha un invidiabile midrange shot che può far male soprattutto a retroguardia schierata. L’ala grande però dovrà darsi una svegliata, visto che contro i Memphis Grizzlies non è stato proprio impeccabile. Molto passa dalle sue mani.

La shot chart di Aldridge relativa alla serie contro i Grizzlies: l’ex Portland Trail Blazers può portare un buon quantitativo di punti col suo tiro dalla media. In questo frangente, i lunghi dei Rockets dovranno cercare di non perderlo d’occhio. (Fonte: StatMuse)
Urge ricordare, anche se ciò suonerebbe come la scoperta dell’acqua calda, che Leonard dovrà trascinare guidando l’attacco con il suo arsenale rinnovato e potenzialmente devastante. Contro Memphis ha registrato 31.2 di media, numeri dovuti alle sue capacità, ma anche all’assenza di quello che doveva seguirlo a vista, ossia Tony Allen: stavolta, a prenderlo in consegna, ci sarà l’esperto ed ostico Trevor Ariza. Fondamentale anche il duello tra Tony Parker e Patrick Beverley. Il francese ha giocato un primo turno in versione vintage, come se fosse tornato quello di un tempo: il suo opposto però è un autentico mastino che non lo lascerà respirare nemmeno per un secondo, cosa che potrebbe creare agli uomini di Fort Alamo una serie di problemi. Breve chiosa sulle panchine. Quella dei Rockets, grazie soprattutto al contributo di Eric Gordon e Lou Williams, è la migliore dei playoff finora, con 46.8 punti di media tirando col 53.1% dal campo. Più staccata quella degli Spurs, autrice di 31.5 punti a gara tirando col 42.8%: una forbice più o meno ampia, che potrebbe pagar dazio.
Insomma, sarà un derby acceso, divertente, senza esclusioni di colpi: in Texas sarà scontro totale tra due scuole di pensiero che hanno lasciato il segno nell’immaginario collettivo cestistico. Chi vince andrà avanti, chi perde sarà costretto a leccarsi delle dolorose ferite.


















