Da quando la NBA ha riformato il sistema della draft lottery, ovvero del sistema che assegna l’ordine di scelta al draft NBA in base alla classifica delle squadre che non si sono qualificate ai playoffs, la corsa al tanking ha perso un poco della sua efficacia, se non del suo fascino.
Oggi le squadre che a un certo punto della stagione scelgono di tirare i remi in barca, perché costrette dalle circostanze (infortuni) o perché parte del piano sin dall’inizio, si trincerano dietro a formule come “far crescere i giocatori giovani”, o “sviluppare il progetto”, perché di tanking sempre si tratta, anche se non dice.
In questa stagione le squadre a oggi davvero impegnate nella gara a perdere più emozionante dell’anno sono 5 o 6 al massimo. E sebbene a volte (e volutamente) terribili in campo, ciascuna di queste ha almeno un motivo vero per sorridere e guardare al futuro con fiducia.
Quali? E perché? Scopriamolo in questa top 5.
1. Cleveland Cavs
I Cavaliers erano partiti bene, il 10-11 di record al 2 febbraio era un parziale sufficiente da far pensare: “vuoi vedere che i Cavs…“.
Poi sono arrivate 10 sconfitte di fila e la scelta incredibile di non far più giocare Andre Drummond (uno dei motivi principali di quel 10-11) per evitare che si infortunasse e che nessuno lo volesse più via trade. Poi è arrivata la trade e…
No.
Ora i Cavs sono ben ancorati al terzultimo posto della Eastern Conference. Tecnicamente i play-in sono ancora alla portata ma non entusiasmano, molto meglio “sviluppare i giovani e il progetto”.
E Cleveland, seppur tra tante sconfitte, ha effettivamente costruito qualcosa di (potenzialmente) buono. Collin Sexton, Darius Garland, Jarrett Allen e Isaac Okoro sono 4 giocatori dal grande potenziale, l’età media dei 4 è poco più di 21, Garland sta viaggiando a 18.9 punti e 5.9 assist di media nelle ultime 15 partite, Allen è un progetto di Rudy Gobert tutto da scoprire, Okoro tira col 40.5 % da tre nelle ultime 15 e Sexton è un attaccante da All-Star Game.
Con le trade in uscita del post-LeBron James Cleveland ha rimpinguato il suo patrimonio di scelte al draft. I Cavs hanno tutte le loro prime scelte dal 2021 al 2027 e tantissime seconde scelte con protezioni varie, utilissime in caso di trade in futuro.
Un aspetto da migliorare? Sexton e Garland sono il back court del futuro, ma con loro in campo i Cavs sanguinano punti in difesa, letteralmente…
