Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiTanking, le 5 squadre NBA che hanno almeno un buon motivo per sorridere

Tanking, le 5 squadre NBA che hanno almeno un buon motivo per sorridere

di Michele Gibin
NBA tanking

4. Houston Rockets

Immediatamente dopo la trade deadline, su Twitter girava una eloquente grafica che metteva nero su bianco in cosa i Rockets avrebbero “trasformato” James Harden.

Dante Exum, Avery Bradley, Kelly Olynyk, DJ Augustin e DJ Wilson.

E ovviamente tante future prime scelte derivate dalle trade per Chris Paul (OKC), Russell Westbrook (Wizards), PJ Tucker (Bucks) e Victor Oladipo (Heat), che si aggiungono a quella al primo turno opzionabile (e protetta 1-14) dei Trail Blazers per Robert Covington.

Forse ricevere Ben Simmons dai 76ers per Harden sarebbe valso comunque di più di alcune (se non molte) delle future prime scelte, e forse i Rockets avrebbero fatto meglio a tenersi Jarret Allen e Caris LeVert invece che buttarsi su un Victor Oladipo in scadenza di contratto e mai davvero ripresosi dopo l’infortunio del 2018. L’azzardo di Rafael Stone era comunque calcolato, i Rockets sono comunque riusciti a scaricare due contratti scomodi come quelli di Oladipo e PJ Tucker e a cavarci qualcosa, e del resto non esistono garanzie che Allen e LeVert sarebbero bastati per restare a galla a Ovest.

Quando una superstar come James Harden se ne va, dopo che per anni hai tentato di vincere con lui e hai sacrificato quasi tutto, fare reset è quasi inevitabile e la cosa giusta (se non ti chiami San Antonio Spurs). Ora Houston può ripartire da zero con Christian Wood (con un contratto più che buono, rapportato al rendimento), Kevin Porter Jr (bel tentativo di recupero), Jae’Sean Tate, Kenyon Martin Jr e il draft.

Il contratto di John Wall peserà ancora fino al 2023, e trovare acquirenti per Eric Gordon e il suo contratto non sarà facile. Due elementi che terranno zavorrata ancora per un po’ la rifondazione.

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