Pur non essendo scesi in campo, i Boston Celtics hanno raggiunto la qualificazione ai playoffs grazie alla sconfitta dei Brooklyn Nets per mano dei Chicago Bulls. Ma il lavoro non è finito: i Celtics ora devono sigillare il settimo posto e, per farlo, devono vincere almeno una delle prossime due partite perché, anche se Indiana o Brooklyn raggiungessero la banda di Stevens, esse si ritroverebbero comunque dietro per via degli scontri diretti che favoriscono, in entrambi i casi, la squadra della Bean Town.
Di positivo c’è che gli ultimi avversari i Bucks hanno già raggiunto i playoffs e non hanno bisogno di schierare i titolari perché non hanno più la possibilità di migliorare (o peggiorare) la loro posizione. Più ostica sarà la partita di questa notte contro i Raptors al Garden, perché questi ultimi sono ancora in lotta con i Bulls per il terzo posto e giocare una serie di PO contro Pierce e Wall non piace a molti. Sarà dunque una partita emozionante e non priva di motivazioni, in cui i Raptors vorranno vendicare la sconfitta in OT sulla sirena per mano di Smart nell’ultimo scontro tra le due franchigie in quel di Toronto. Dunque i Celtics hanno la strada quasi spianata per confermare il settimo posto. Una volta terminata la Regular Season, i Celtics dovranno concentrarsi sui loro avversari nel primo turno, che molto probabilmente saranno i Cleveland Cavaliers di LeBron James. Sfida proibitiva per Boston, che però ha un record di 4-1 nelle serie di playoffs contro i Cavs. Molto probabilmente saranno i Cavs ad avere la meglio ma se c’è una cosa che i Celtics hanno trasmesso in questa stagione è la loro voglia di non dare nulla per scontato e di giocare ogni partita con grande intensità e con grande rispetto verso l’avversario. Dalla loro parte i Celtics hanno Brad Stevens, un allenatore stimatissimo in tutta la lega e considerato come uno dei migliori, che riuscirà sicuramente a far si che la serie sia meno scontata del previsto. La cosa che accomuna le due squadre è sicuramente la presenza di pochissimi giocatori che hanno già partecipato alla post-season, perciò bisognerà vedere quali dei giocatori alla loro prima esperienza saranno più pronti per gestire l’enorme pressione (soprattutto tra i Cavs che hanno esaurito i biglietti per i playoffs in 36 secondi) subita dal logorante ritmo e dall’esigenza della franchigia e dei fans.

La panchina dei Celtics, elemento fondamentale per le speranze di rendere la vita difficile ai prossimi avversari nei PO
Sarà un turno interessante, che vedrà impegnate una delle contender ad Est ( miglior record dall’All Star Game ad oggi) contro la sorpresa dei playoffs in generale (perché neanche il più accanito tifoso dei Celtics avrebbe scommesso di vedere di nuovo i suoi beniamini nei playoffs dopo solo un anno di assenza e dopo aver spedito via i migliori giocatori per prendere scelte e per risparmiare soldi in cerca di un eventuale trade/ firma di un FA per poter tornare grandi). In sostanza, la stagione volge al termine e i Celtics sono intenzionati a fare un bella figura nella post-season, perché così facendo ti fai un nome all’interno della lega (sempre se per i Celtics ce ne fosse bisogno ma qui si tratta più che altro di Stevens) e i grandi giocatori iniziano a pensare di conseguenza se giocando per te si può riuscire a vincere un titolo. Sembra quasi di essere tornati indietro nel 2007, e non so se questo possa far piacere al resto della Eastern Conference.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato


