Prima dell’arrivo di Russell Westbrook via trade, gli Houston Rockets hanno dovuto fare i conti con un avvio di free agency in salita. Mentre le altre squadre si davano battaglia per i migliori nomi sulla piazza (da Kevin Durant e Kyrie Irving, passati ai Brooklyn Nets, all’MVP delle scorse Finals Kawhi Leonard, accordatosi coi Los Angeles Clippers), infatti, i Razzi erano fermi ai rinnovi di Austin Rivers, Danuel House e Gerald Green e avevano visto sfumare la possibilità di arrivare a Jimmy Butler, nuova punta di diamante dei Miami Heat.
Chris Paul sembrava destinato a rimanere a Houston, ma le insistenti voci che riferivano di un rapporto ormai ai minimi termini con James Harden suggerivano la possibilità che l’ex point guard dei New Orleans Hornets e dei Los Angeles Clippers lasciasse il Texas. Possibilità divenuta poi vera e propria realtà in seguito all’addio di Paul George agli Oklahoma City Thunder. Dopo che PG13 ha deciso di raggiungere Kawhi Leonard ai Los Angeles Clippers, infatti, OKC è entrata in rebuilding mode e Daryl Morey ne ha approfittato, sferrando l’assalto decisivo per Westbrook e cedendo in cambio proprio Paul.
Dalla partenza di Chris Paul alle chance di titolo dei Rockets: P.J. Tucker a tutto tondo

P.J. Tucker con Chris Paul e il proprietario degli Houston Rockets Tilman Fertitta.
La trade tra Thunder e Rockets ha fatto riemergere i rumors di una presunte lite tra Chris Paul e James Harden. P.J. Tucker, amico d’infanzia di CP3, ha preso le difese di tutte le parti in causa e ha anche detto la sua sulla convivenza tra Harden e Westbrook, anch’essi grandi amici d’infanzia e già compagni di squadra dal 2009 al 2012 tra le file degli Oklahoma City Thunder. “Odio quando le persone dicono che due giocatori non possono funzionare insieme. Potrebbero anche non funzionare Paul George e Kawhi Leonard ai Clippers o LeBron James e Anthony Davis ai Lakers. Potrebbe non funzionare con nessuno. Con Chris siamo andati vicinissimi alla vittoria dell’anello, è stata una bella corsa. Due anni fa abbiamo vinto ben 65 partite. La sua cessione non mi compete, io gioco e basta.”, ha dichiarato l’ala classe ’85.
Il numero 17 degli Houston Rockets ha poi parlato dei rinforzi delle altre squadre e sulle possibilità di titolo dei suoi: “A mio avviso restiamo tra le prime tre-quattro squadre della lega. Anche Warriors, Clippers, Lakers e Sixers rientrano in questa classifica. Quest’anno il discorso è aperto e sta a noi approfittarne, da quando sono arrivato qui abbiamo sempre lottato per quest’obiettivo e continueremo a farlo”. Prima di tornare a Houston per concentrarsi sull’ormai imminente regular season, P.J. Tucker sarà impegnato ai Mondiali in Cina con la maglia degli Stati Uniti. “Giocare con P.J. è molto più divertente che affrontarlo. Negli ultimi anni ci ha fatto vedere di cosa è capace in difesa e a rimbalzo. È intelligente e fisico, oltre ad essere un leader e un buon compagno di squadra. Ha fatto esperienza in giro per il mondo.”, ha detto di lui Steve Kerr, head coach dei Golden State Warriors e assistant coach di Gregg Popovich con Team USA.

