I Golden State Warriors sono pronti a sottoporre alle autorità locali e statali il loro piano anti-COVID. L’obiettivo è chiaro ed ambizioso: permettere l’ingresso del 50% di fan all’interno del Chase Center.
I preparativi per la prossima stagione sono in progettazione, e la franchigia della baia intende farsi trovare pronta. Si è spesso discusso della megalomania degli americani, ma è illuminante testimoniare la professionalità e competenza per assicurare la riuscita di un piano. La lungimirante mente all’origine dell’iniziativa c’è Joe Lacob, proprietario dei Golden State Warriors.
La strategia dei Golden State Warriors
Come riportato da Ramona Shelburne su ESPN, il piano è stato intitolato “Operazione DubNation”. Lo studio riguardo le dinamiche che possano aprire le porte del Chase Center è sotto osservazione della direzione della franchigia dallo scorso 11 marzo. Dal momento in cui la lega ha sospeso il proseguimento della stagione NBA, un team di esperti interni all’organizzazione ha lavorato senza sosta. Joe Lacob ha sottolineato come la presenza dei fan nelle arene sia un potente salvavita per la prosperità economica e finanziaria delle squadre. “Non si può sostenere la mole di costi in questa lega senza i fan. Lo si può fare un anno. Noi tutti ci siamo adattati a resistere per una stagione. Ma supponiamo che dovremmo sopportare questa situazione anche in futuro. Entrerebbero in gioco molti problemi finanziari che provocherebbero danni a molte persone.”
I Golden State Warriors sono pronti a spendere 30 milioni di dollari per sottoporre al test ogni tifoso, impiegato all’interno dell’arena e giocatore, 48 ore prima della partita. La scelta ricade su dei test rapidi che accertano il contagio entro 15 minuti, e la risposta gode di un 99% di accuratezza. Oltre alle citate regole di distanziamento sociale e obbligo di indossare la mascherina, la franchigia ha previsto un ulteriore ragione a favore del proprio asset di risorse. È previsto un sistema di areazione che preleva aria pulita dall’esterno al fine di purificare l’aria all’interno dell’arena e ottenere un ricambio quattro volte ogni ora.
Il Chase Center è un impianto estremamente nuovo: i Golden State Warriors inaugurarono l’arena in una gara di preseason lo scorso 5 ottobre 2019. Perciò, assume una certa rilevanza la comprensione nei confronti della proprietà, che ha investito ingenti mezzi per donare alla squadra, e alla città, una delle arene più all’avanguardia mai costruite.
La prospettiva economica e sportiva
L’indotto economico generato dall’intera industria sportiva oggi coinvolge settori di contorno dell’intrattenimento. Detto ciò, lo svolgimento di gare senza tifosi precluderebbe danni per un numero di soggetti talmente ampio da difficilmente essere in grado di inquadrare le perdite potenziali. Joe Lacob ha sottolineato come indubbiamente l’intenzione di assicurarsi il 50% di capacità nell’arena sia la forza trainante per recuperare le entrate non registrate. Ma la realtà è che la franchigia intende farsi pioniere per l’intero settore dello sport mondiale.
“Voglio che le persone capiscano che la questione non riguarda solo i Golden State Warriors che vogliono fare più soldi. Certo, vogliamo far entrare i fan al fine di acquisire entrate e reddito. Ma voglio anche essere la dimostrazione che una cosa simile è realizzabile, in sicurezza. Ci sono migliaia e migliaia di persone che lavorano nel settore sportivo, non solo del basket. Persone che sono disoccupate, che faticano a portare il cibo nelle loro tavole, i cui figli non possono andare a scuola. Dobbiamo prenderci cura di loro. Qualcuno deve fare il primo passo e mostrare al mondo che una parte della normale vita di prima può essere condotta.”
La più buia previsione in cui la stagione NBA 2020/21 non permetta l’ingresso di tifosi, inquadra per i Golden State Warriors delle mancate entrate per almeno 400 milioni di dollari.

Il punto di vista delle autorità della California
La maggior parte delle giurisdizioni nel paese non prevede che i tifosi partecipino agli eventi sportivi, specialmente al chiuso. È recente la decisione dei Los Angeles Lakers di iniziare la stagione a porte chiuse fino a prossime comunicazioni da parte delle autorità. Ramona Shelburne riferisce che la stessa città di San Francisco sta attuando misure più restrittive, e non pare intenzionata a permettere riaperture generalizzate nel mondo dello sport. Detto ciò, i Golden State Warriors sono pronti a far valere le proprie ragioni, in accordo a quanto descritto riguardo il loro progetto.
Joe Lacob è convinto della scientificità dei dati e delle misure che fondano le mosse che vorranno intraprendere. Quindi, non sarà da escludere l’approvazione da parte degli organi eletti a decidere. La forza imprenditoriale della NBA e dei proprietari si dimostra soprattutto nella capacità di adattamento ad anomale situazioni come quella attuale. Con l’intento di coniugare l’avanzamento dell’attività e il rispetto del diritto alla salute dei cittadini. È pur vero che è necessario un bagaglio di risorse umane, finanziarie e organizzative di cui solo queste franchigie dispongono. È l’innovazione che si presta al mondo dello sport, in attesa di abbracciare quella lontana ma non scomparsa normalità dei tempi migliori.
