“Gli atlanta Hawks? All’epoca non sapevo cosa stessi facendo”. Parole e musica di Antony P. Ressler, facoltoso imprenditore nativo dello “Stato delle Pesche” e dal 2015 proprietario (assieme a Grant Hill) della franchigia di Atlanta.
In un’intervista concessa a Jeff Schultz per The Athletic, Ressler ha ammesso che all’epoca dell’acquisizione degli Hawks, tre anni fa, egli non avesse alcuna idea di che cosa potesse significare possedere una squadra NBA. La cifra sborsata dal magnate si aggirò tra i 750 e 850 milioni di dollari. Ressler, non nuovo ad iniziative legate al mondo dello sport professionistico USA, era già da qualche anno socio di minoranza dei Milwaukee Brewers della MLB.
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— The Athletic (@TheAthleticATL) October 24, 2018
Gli Atlanta Hawks 2014\15 avevano vinto 60 partite di stagione regolare, guidati in campo dai 4 All-Star Joe Johnson, Al Horford, Jeff Teague e Kyle Korver, ed allenati da Mike Budenholzer.
Quegli Hawks si fermarono solo davanti ai Cleveland cavs di LeBron James e (all’epoca) Kyrie Irving, alle finali della Eastern Conference.
Le due stagioni successive, seppur vincenti, segnarono la fine del ciclo degli Atlanta Hawks capaci di raggiungere la post-season per ben 10 stagioni consecutive.
Johnson, Korver, Horford e Teague lasciarono la Georgia uno dopo l’altro, ed un 2017\18 da 24 vittorie 58 sconfitte avrebbe portato in dote – via draft – la nuova pietra fondante della franchigia, la guardia Trae Young da Oklahoma.
Ressler, proprietario Hawks: “Completamente frastornato per due anni”
Dopo l’uscita di scena dell’allora GM Danny Ferry nel giugno 2015, Tony Ressler affido il front office degli Hawks a coach Budenholzer, nominandolo President of basketbal Operations, e promuovendo l’allora vice di Ferry Wes Wilcox a General Manager.
“La ricetta perfetta per il disastro” confessa Ressler.

Mike Budenholzer, ex head coach degli Atlanta Hawks.
Budenholzer e Wilcox furono in totale disaccordo su tutto sin dall’inizio.
L’attuale coach dei Milwaukee Bucks avrebbe voluto tentare di vincere subito, migliorando il roster a disposizione, mentre Wilcox e proprietà pendevano per la ricostruzione.
Bundenholzer fu poi sollevato dall’incarico di Presidente, e successivamente avrebbe chiesto ed ottenuto di essere lasciato libero di accasarsi altrove.
Ressler ammette di non essere stato in grado all’epoca di gestire i dissidi interni al management:
“Poche storie, non sapevo cosa stessi facendo. Potrei dare la colpa a qualcun altro, a te, a mia moglie, a chiunque. Ma la verità è che il ‘pollo’ della situazione ero io (…) per due anni sono rimasto come frastornato dalla situazione. E’ come quando giochi a poker, e ti guardi attorno per capire chi è il pollo. Se non riesci a capire chi sia, allora è probabile che sia tu. Per questo non incolperò nessun altro per i miei errori. C’è da dire che realizzai l’errore un minuto dopo averlo fatto“
Per Ressler, l’errore fu quello di assegnare a Mike Budeholzer il doppio ruolo di head coach e dirigente (negli ultimi anni, Ressler non è stato l’unico proprietario a promuovere la politica del doppio ruolo di capo-allenatore e dirigente. Stan Van Gundy e Tom Thibodeau hanno ricoperto il primo, e ricoprono tuttora il secondo tale doppia veste).
“Bud (Budenholzer, ndr) non era il coach giusto per noi. Lui voleva a tutti costi mettere le mani su una superstar. Non so quale fosse il suo piano, all’epoca, bisognerebe chiederglielo. Non tutte le persone sono adatte a ruoli in cui bisogna prendere decisioni nette, e quelle persone sono soggette ad errori. Quello che ora so è che abbiamo un nuovo coach, Lloyd Pierce, un uomo con gli attributi, un gran lavoratore in grado di far crescer i tanti giocani in squadra, ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno e che io e Travis (Schlenk, GM degli Hawks, ndr) vogliamo“

