Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, coach Frank Vogel: “LeBron è l’MVP della stagione, Davis il difensore dell’anno”

Lakers, coach Frank Vogel: “LeBron è l’MVP della stagione, Davis il difensore dell’anno”

di Gabriele Melina
lakers lebron james

L’NBA ha deciso di escludere le otto gare di stagione regolare che si disputeranno ad Orlando dalle votazioni per i premi annuali. Ciò significa che, solo l’operato dei giocatori fino al mese di marzo verrà considerato per l’affidamento di tali encomi, una scelta equa che darà a tutte le franchigie, anche quelle escluse dalla ripresa nella bolla, la possibilità di inserire i propri giocatori nelle votazioni.

I Los Angeles Lakers, una delle squadre più efficienti della lega nonché primi ad ovest, avrebbero due giocatori candidabili per due diversi premi: il primo è LeBron James, a trentacinquenne anni ancora in lista per il premio di MVP, il secondo è Anthony Davis, possibile concorrente al premio di difensore dell’anno.

Per quanto riguarda l’ala sedici volte all-star, l’annata 2019\20 ha visto recapitare 25.7 punti a serata, 7.9 rimbalzi, e 10.6 assist, una doppia doppia di media totalizzata su 34.9 minuti di presenza sul parquet. L’ex lungo dei New Orleans Pelicans, invece, ha messo a referto 26.7 punti, 9.4 rimbalzi, 2.4 stoppate ed 1.5 palle rubate, il tutto in 34.3 minuti a gara.

Coach Frank Vogel, capo allenatore dei losangelini, ha voluto far sapere che i suoi due giocatori più importanti sono senza dubbio rispettivamente l’MVP ed il difensore dell’anno per questa stagione.

Lakers, Vogel: “LeBron è l’MVP della stagione, Davis il difensore dell’anno”

Nella settimana conclusiva prima della sospensione del campionato causa Sars-CoV-2, i Lakers si sono imbattuti in due degli avversari più temuti: i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, ed i Los Angeles Clippers di Kawhi Leonard e Paul George.

La corazzata guidata in panchina da coach Vogel ha sconfitto entrambe le sue contendenti, vincendo prima sul 113-103 e poi sul 112-103. Cruciale in questi due incontri, come del resto nel corso della stagione, è stato il supporto delle due superstar su entrambe le metà campo. Offensivamente, James è stato capace di gestire in modo equilibrato i suoi possessi, creando buoni tiri sia per se stesso che per i suoi compagni. Inoltre, la sua voce si è fatta sentire anche nell’aiutare il management a costruire una squadra il più funzionale possibile, e questa attenzione nei confronti dei giocatori reclutati ha poi avuto i suoi effetti positivi sul parquet.

Anche nel caso di Anthony Davis non si può non menzionare la solidità su entrambi i fronti. Dopo la dipartita dalla Louisiana, il ventisettenne nativo di Chicago ha potuto giocare nella metà campo offensiva una pallacanestro più libera: difatti, con al proprio fianco un compagno come James, Davis si è liberato di tutto quel carico offensivo che ha caratterizzato i suoi anni a New Orleans, focalizzando così le sue energie nella metà campo difensiva, dove vista la sua stazza e le sue lunghe leve è risultato un fattore del tutto fondamentale.

L’ex capo allenatore degli Indiana Pacers, osservato ciò che le sue superstar hanno svolto in stagione, ha riportato le seguenti parole:”Nessuno ha un maggiore impatto sulla propria squadra di LeBron James. A partire dalla scorsa estate, si è impegnato nell’assemblare la giusta rotazione assieme al front office, un insieme di ragazzi pronti a dare il meglio solo perché lui è in squadra. Poi, in campo, è stato incredibile nell’orchestrare il nostro gioco offensivo, ha distribuito una notevole serie di assist, infine, anche nella metà campo difensiva il suo contributo è stato cruciale. Siamo la terza miglior difesa nella lega, la migliore ad ovest, è molto arriva dalla mani di LeBron. Nelle due gare contro Antetokounmpo e Leonard, è stato lui a difendere i migliori giocatori avversari“.

Se il nativo di Akron dovesse raggiungere il premio di MVP, allora sarebbe il quinto della sua carriera. L’ultimo di questi trofei è giunto nella stagione 2012\13, quando ancora vestiva la casacca dei Miami Heat.

Lakers, coach Vogel: “Allenatore dell’anno? Oltre me, anche Brad Stevens e Mike Budenholzer

Per concludere, coach Vogel è passato alla sua personale assegnazione di allenatore dell’anno. Oltre, ovviamente, a se stesso, il quarantasettenne ha considerato anche: Mike Budenholzer, capo allenatore dei Bucks, primi ad est con un record di 53 vittorie a fronte di 12 sconfitte, Nick Nurse, il quale nonostante la partenza di Leonard ha guidato i suoi al secondo posto nella Eastern Conference, Billy Donovan, in panchina con gli Oklahoma City Thunder, ad inizio stagione dati per spacciati ma oggi quinti ad ovest, ed infine Brad Stevens, capace di affidare le chiavi della propria squadra al giovane Jayson Tatum nonostante le perdita di due pezzi importanti come Kyrie Irving ed Al Horford.

Tanti allenatori hanno svolto un grande lavoro, ma, oltre me, credo che il maggiore candidato sarebbe Brad Stevens. Nonostante la partenza di Irving e Horford, sono riusciti a cambiare l’identità di squadra senza risentirne dal punto di vista delle vittorie. Voterei probabilmente per lui“.

 

 

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