Non è bastato ai Miami Heat il ritorno in campo di Bam Adebayo dopo l’assenza di gara 2 e gara 3 per pareggiare la serie di finale NBA 2020 contro i Los Angeles Lakers, Jimmy Butler e compagni hanno ceduto solo nel finale alle giocate di Anthony Davis e Kentaviuos-Caldwell-Pope. uomo partita a sorpresa per LA.
Ora gli Heat si trovano in una posizione scomoda per una squadra alle finali NBA. sotto 1-3, servirà un’impresa riuscita una sola volta nella storia della lega per ribaltare la situazione e vincere il quarto titolo della franchigia. Miami ha avuto l’occasione di giocarsi la vittoria in gara 4, con una partita generosa e nonostante l’assenza di Goran Dragic, arrivando col punteggio in equilibrio nel quarto periodo.
La miglior esecuzione e la difesa dei Lakers hanno avuto la meglio, in una sfida equilibrata e decisa dai dettagli. Ora a Miami non resta che recuperare energie mentali per gara 5, ben consapevoli della portata dell’impresa e del fatto che mai una squadra di LeBron James ha perso una serie quando si è trovata in vantaggio per 3-1.
“Per non non cambia davvero molto“, spiega Jimmy Butler “Siamo a nostro agio nei nostri panni, ed è così che scenderemo in campo ancora. E quale che sarà il risultato, lo accetteremo. Di certo preferiremmo vincere, ma tutto quello che possiamo realmente fare è recuperare e sapere che possiamo controllare tante cose. La fiducia da parte nostra c’è, non se n’è mai andata, e farò in modo che rimanga tale perché ne avremo un gran bisogno in gara 5“.
Fiducia, e nessun timore reverenziale verso i Lakers per gli Heat, che dopo la dura lezione di gara 1 e le difficoltà offensive di gara 2 hanno trovato la via per provare a mettere in difficoltà la squadra di coach Frank Vogel. Erik Spoelstra ha abbandonato la difesa a zona che tanto male aveva fatto ai Boston Celtics, e scelto di marcare Davis – il pericolo pubblico numero 1 in attacco per una squadra piccola come Miami – d’anticipo e con raddoppi sistematici.
E in gara 4 ha funzionato per tutto il primo tempo, con Davis che marcato prevalentemente da Butler e Jae Crowder ha faticato a ricevere spalle a canestro, anche a causa di qualche passaggio in post impreciso dei suoi compagni. Nella seconda metà di gara, AD ha cercato maggiori fortune fronte a canestro, e segnato il tiro da tre punti del 100-91 a 40 secondi dal termine, che ha chiuso la porta in faccia agli Heat.
“Abbiamo dimostrato che siamo qui per una ragione, i miei giocatori amano competere, amano la sfida“, così coach Spoelstra “Non ci aspettavamo certo che fosse facile, ora si tratta di recuperare e riposare, ricalibrarci e tornare al lavoro. So che saremo pronti“.
Miami Heat, Butler: “Contro i Lakers bisogna essere perfetti, in gara 4 non lo siamo stati”
Le due squadra avranno a disposizione un giorno di pausa extra prima di gara 4, un’occasione per gli Heat di lavorare sula condizione di Bam Adebayo, rientrato dopo l’infortunio al collo di gara 1 ed in campo per 33 minuti in gara 4. Per lui una prova da 15 punti e 7 rimbalzi.
Più complicata invece la situazione per Goran Dragic, che ha provato prima di gara 4 di recuperare ma che è stato purtroppo di nuovo tenuto fuori dal suo infortunio al piede sinistro: ancora troppo forte il dolore ed il fastidio per giocare ai livelli di una finale NBA. Le prime NBA Finals in carriera dello sloveno, una delle chiavi dei Miami Heat in questi playoffs, potrebbero essere già dunque finite.
“Credo che questi due giorni ci servano tutti“, spiega Adebayo “A me, a Goran ma anche a tutta la squadra, due giorni per aggiustare qualcosa, respirare un poco e poi tornare al lavoro“.
“Sapremo rispondere“, così con fiducia Spoelstra. “Sappiamo cosa fare, abbiamo commesso alcuni errori cruciali, i attacco e in difesa e ci siamo battuti da soli. I Lakers sono una squadra molto forte e per batterli devi essere praticamente perfetto, e stasera non lo siamo stati“, chiosa Jimmy Butler.

