La NBA può festeggiare: il “coach challenge” introdotto a partire da quest’anno funziona, almeno a giudicare dal finale di partita tra Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks.
Consigliato da Damian Lillard, protagonista della giocata oggetto del challenge assieme a Dorian Finney-Smith dei Mavs, coach Terry Stotts chiede la revisione della chiamata di un fallo ai danni del giocatore di Dallas. In caso di fischio confermato, Finney-Smith sarebbe andato in lunetta sul +1 Blazers a circa 8 secondi dal termine, ma a seguito dell’instant replay, la terna arbitrale ha optato per la palla a due, che ha premiato Portland e chiuso la partita.
“Se Dame (Lillard, ndr) non fosse stato così convincente, forse non l’avrei chiamato” Così coach Stotts nel post gara. I Blazers hanno vinto per 121-119 all’American Airlines Center di Dallas “Io ho un accordo con i miei giocatori: quando vi chiedo la vostra opinione, dovete essere sinceri perché per i difensori non è mai fallo. Io mi fido di loro in queste situazioni, ma sta a loro la responsabilità di essere sinceri“.
You're gonna want to watch these again.@McDonalds McDelivery Game Highlights ? pic.twitter.com/iPKrXiusim
— Portland Trail Blazers (@trailblazers) October 28, 2019
Terry Stotts ha finora vinto due dei tre “challenge” chiamati in stagione. La nuova regola permette agli allenatori di contestare una chiamata arbitrale (si ha un solo tentativo a partita), chiamando un time-out e facendo richiesta all’arbitro (una regola simile al “challenge” NFL o all’Occhio di Falco dei circuiti ATP e WTA di tennis). In caso di errore, i coach perdono il timeout speso, che invece in caso positivo viene loro abbuonato.
Coach’s Challenge (POR): personal foul assessed to Lillard in Q4 of #PORatDAL. Ruling: Successful challenge, call overturned to no foul due to clear and conclusive evidence that Lillard legally deflected the ball from Finney-Smith. Body contact was deemed by officials as marginal pic.twitter.com/Nmzc1M9SUX
— NBA Official (@NBAOfficial) October 28, 2019
Nel post partita, il capo arbitro Courtney Kirkland ha spiegato le ragioni della revisione: “Abbiamo avuto la chiara conferma video che Damian Lillard ha legalmente deviato il pallone dalle mani di Dorian Finney-Smith. Dopodiché (…) sulla palla vagante è stata decretata la palla a due a centrocampo“.
Così Damian Lillard: “Ero sicuro, avevo toccato solo il pallone ed ho chiesto al coach di darmi retta. Avevamo solo un time-out, ma l’ho convinto. Non mentivo! Credo che il challenge sia una novità positiva. Certo, ci saranno occasioni in cui saremo noi ad avere torto“. Di tutt’altro avviso come comprensibile sia Finney-Smith che Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavs: “Era un fallo netto, mi ha preso il braccio sul rimbalzo” Così il giocatore “Forse avrei dovuto far vedere il contatto un po’ di più. Ma non cercheremo scuse“. Mark Cuban rincara la dose nel post gara:
I’m a fan of the nba challenge rule , but if a play is overturned and they don’t show the replay that justifies overturning a call along with an explanation then it’s going to have real problems. From the angles we saw in arena it looked like a clean strip but body contact first
— Mark Cuban (@mcuban) October 28, 2019
I Dallas Mavericks possono però consolarsi con l’ottima prova di un Kristaps Porzingis in crescita, che ha chiuso la sua partita con 32 punti e 9 rimbalzi in 34 minuti di gioco, mentre Luka Doncic si accolla la responsabilità della sconfitta, da leader: “L’ho persa io, ho preso delle brutte decisioni e dei brutti tiri. Con i Blazers in bonus avrei dovuto attaccare di più il canestro nel quarto periodo“.

