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Durant-James: ancora una volta, uno di fronte all’altro

di Gianni Giaccone
toni kukoc kevin durant

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Per il quarto anno consecutivo sarà Golden State Warriors vs Cleveland Cavaliers. Rispetto alla passata stagione entrambe le franchigie arrivano alla sfida dopo dei playoff non facili, che si sono conclusi per entrambi con delle estenuanti gare 7 in finale di Conference: i Warriors hanno battuto gli Houston Rockets in una serie caratterizzata dall’infortunio di Paul, i Cavs hanno avuto la meglio su dei commoventi Boston Celtics grazie ad un LeBron James francamente difficile da spiegare. Sulla carta la sfida appare abbastanza orientata verso i campioni della Baia, ma in una serie di finale le variabili sono veramente innumerevoli ed i motivi di interesse non mancano mai. A maggior ragione se in campo ci sono Kevin Durant e LeBron James.

DURANT-JAMES: QUALCHE NUMERO

Se ci venisse chiesto di trovare l’immagine che più rappresenta le Finals 2017 andremmo sicuro a pescare nei minuti finali di gara 3: Durant in transizione si arresta alla linea dei tre punti e lascia andare la sua solita piuma in faccia a LeBron James. I Warriors come è noto vinceranno in gara 5, Durant sarà nominato MVP delle finali sotto gli occhi di mamma Wanda.

KD, di giustezza. E con freddezza.

Ma come si presentano i due al grande evento di quest’anno? I numeri sono impressionanti: il Prescelto viaggia con 34 punti di media nei playoff, a cui addiziona 9 rimbalzi e 9 assist (non ricordiamo inoltre tutti i numerosi record infranti, di cui si è ampiamente discusso in numerose occasioni); il 35 va leggermente a rilento con una media di 29 punti a partita con 4 assist e 7 rimbalzi. Ma il loro impatto in questa postseason è andato molto oltre le fredde statistiche. Durant si è dimostrato una macchina offensiva pazzesca. Jumper dal midrange, tiri da tre punti in transizione, sullo scarico o dal palleggio, uno contro uno, gioco in post. L’arsenale offensivo di Kevin non ha limiti e sembra che in questo finale di stagione si stia esprimendo ai massimi livelli, risultando difficilmente arginabile. Di LeBron James si è detto e scritto tutto e il suo contrario: ha praticamente portato sulle spalle dei Cavs oggettivamente in difficoltà e ha già regalato ai nostri occhi delle immagini che resteranno nella storia di questo gioco. E allora? Che duello si preannuncia?

DURANT-JAMES: CHE SFIDA CI DOBBIAMO ATTENDERE?

Risulta facile immaginare che in molti momenti chiavi della sfida i due saranno l’uno contro altro, in situazioni di  single coverage. Difficile trovare qualcosa di meglio all’interno dell’NBA: il campione di Akron è uno dei pochi che può tentare di fermare in queste situazioni l’ex OKC, viceversa la lunghezza di Durant e la sua capacità di protezione del ferro può mettere in difficoltà lo strapotere fisico del Re. Ma qui a fare la differenza saranno gli ‘altri’. Alcuni Warriors hanno dimostrato nelle precedenti edizioni della serie di potersi prendere cura di LeBron James: Klay Thompson, Andre IguodalaDraymond Green sono eccellenti difensori e non hanno mai avuto paura di prendere il Re in isolamento. Lo stesso non si può dire in casa Cavs: non immaginiamo i vari Korver, gli Smith,i Green, o i Love della situazione capaci di dar fastidio ad un Durant in palla. Questo è un fattore determinante della serie, sicuramente più di quanto lo siano le statistiche di uno o dell’altro giocatore.

James non può esser lasciato solo nemmeno per un attimo. Altrimenti…

BONUS TRACK: ISTRUZIONI PER L’USO

Abbiamo cercato di immergervi all’interno della serie invitandovi ad andare oltre questo singolo duello, ma sappiamo che le sfide rusticane che sembrano venute fuori da un film di Sergio Leone destano grande fascino in tutti gli appassionati. Concludiamo allora con qualche semplice indicazione per leggere al meglio il duello: si badi bene a non ridurre tutto aquanto punti ha fatto Durant” o a “ quanti punti ha fatto  LeBron James. I fattori saranno altri: come i due si comporteranno quando nella serie farà caldo, con quale intensità approcceranno le partita, la loro voglia di lavorare in difesa, la capacità di capire quando coinvolgere i compagni e quando prendersi qualche responsabilità in più. In queste situazioni forse il Re è ancora una spanna sopra tutti, ma onestamente il 35 sembra in uno stato di grazia. Kevin Durant per il repeat, LeBron James per un’impresa “for the ages“. Nel dubbio, mettiamoci sul divano, prepariamo il caffè e godiamoci queste Finals.

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