Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLos Angeles Lakers : Analisi prima parte di stagione

Los Angeles Lakers : Analisi prima parte di stagione

di Enrico Nolfo
Los Angeles Lakers

Inizio un po’ balbettante in questa prima parte di stagione dei Los Angeles Lakers che con un gioco fatto di alti e bassi, con aspetti migliorati e altri ancora da ottimizzare, hanno fatto divertire e ritornare la voglia a molti tifosi Lakers di seguire la stagione della squadra. Finalmente nella città degli angeli grazie al duo Magic-Pelinka si può aspirare a qualcosa in più che alla solita stagione in bassa classifica, che ha come obiettivo la migliore scelta al Draft.

  • 2018/19 Record: 5-6 (9# in Western.Conference)
  • Offensive Rating: 112.1 (8th of 30)
  • Defensive Rating: 112.7 (23th of 30)
  • Team Leaders: Lebron James 26.8 PTS, Lebron James, 7.7 AST, Lebron James,7.6 REB                                                         
LeBron James, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

Fase offensiva (Salto di qualità di Ingram: la chiave)

L’attacco in transizione è la tattica più scelta da coach Walton ed effettivamente è quello che frutta molti più punti. Essa è usata principalmente in contropiede (miglior squadra con 23.4 pts a partita) dove la difesa non è quasi mai schierata. La maggior parte dei possessi sono gestiti principalmente da Lebron e Rondo, che sfruttando la loro grande visione, riescono a trovare quasi sempre il compagno libero. Tuttavia, il problema della fase offensiva è quando i difensori sono tutti in posizione. La manovra sotto questo punto di vista è molto prevedibile dato che il 90% dei possessi viene gestito con un semplice pick and roll centrale che va a finire quasi sempre con uno scarico agli angoli o con un ormai pronosticabile alley-oop per McGee.

Oltre grazie ai due direttori d’orchestra (James e Rondo) l’attacco è efficace grazie ad altri ottimi terminali offensivi, anche se con schemi molto elementari. I compagni se la passano tra di loro, sfruttano molto i tagli e per quanto riguarda gli isolamenti ci sono tante opzioni su cui fare affidamento oltre al King (vedi Kuzma, Lance, Lonzo e soprattutto Ingram). Nell’estate della svolta dei Los Angeles Lakers si è parlato a turno più o meno di tutti i giocatori che comporranno il roster dei losangelini in questa stagione e che affiancheranno LeBron James nella rinascita della franchigia. Sopratutto si è tentato di capire chi sarà la spalla che lo aiuterà a guidare la squadra in attacco; un nome su tutti è Brandon Ingram.

Il ragazzo proveniente da Kingston, migliora di anno in anno. In questa stagione grazie anche alla fiducia datogli da Lebron, Ingram si sta prendendo molte responsabilità in attacco, essendo a tutti gli effetti la spalla offensiva del Re. Sembra sempre più pronto al salto di qualità che molti addetti ai lavori gli avevano pronosticato da tempo, grazie alle sua grandi potenzialità.

In questo video si può notare come il numero 14 dei Los Angeles Lakers sfrutti adeguatamente il pick and roll (come suo solito) per attaccare il ferro e, grazie alle sue lunghe leve, riesca a concludere con efficacia senza che Nurkic abbia possibilità di stopparlo. Ingram col passare degli anni sembra sempre più disposto ad arrivare fino in fondo invece che affidarsi alla conclusione dalla media, soprattutto grazie all’aumento di peso (cosa che lo ha sempre sfavorito nei mismatch con giocatori più robusti di lui). Questa opzione offensiva può portargli molti punti in più tra le mani e dunque renderlo molto più proficuo, caratteristica di cui l’attacco gialloviola necessita, a maggior ragione se si tratta di dividersi possessi con Lebron per poter essere considerato la sua spalla.

Fase difensiva: Lebron da esempio per i compagni ma soprattutto per i giovani

La difesa: il vero punto debole di questa squadra. Non stanno funzionando nemmeno le regole più basilari di essa. I cambi non funzionano, anche se la squadra era stata creata con l’intento di poter cambiare su tutti i blocchi, e non ci sono aiuti da parte degli altri difensori. L’unica nota positiva è JaVale McGee, il quale sta viaggiando a 3.6 stoppate a partita, ma il centro da solo non può proteggere il ferro dai giocatori in transizione.

Spesso e volentieri il difensore viene battuto in uno contro uno e poi l’avversario va dritto a canestro senza che nessuno che lo contrasti. A L.A si dovrebbe iniziare fare sul serio e difendere come si deve, soprattutto se l’intento è quello di ottenere buoni risultati in questa stagione. Il primo a doversi concentrare di più sulla fase difensiva è proprio il numero 23, spesso non curante di essa per risparmiare energia per la fase offensiva.

 

Questo video mostra come James in difesa molto spesso non ci sia, il suo close out arriva tardi o addirittura non arriva, concedendo un tiro aperto. Non è sbagliato che lui voglia risparmiare energie, dato che ormai all’età di 34 anni non ha più la resistenza di un tempo, che gli permetteva di giocare 48 minuti per 82 volte l’anno con quell’intensità.

Ma il cambiamento parte principalmente da lui, la Superstar chiamata a cambiare le cose in quel di L.A, soprattutto nell’atteggiamento. E se il faro della squadra non da esempio ai giovani come al resto della squadra, non si può andare molto avanti. Potendo sfruttare a maggior ragione la presenza di altri veterani nel roster come: Rondo, Stephenson, Mcgee e adesso Chandler.

Per quanto riguarda l’ex Phoenix, esso potrebbe essere un ottimo sostituto di McGee; potrebbe difendere molto bene centri talentuosi degli altri team ed essere un ottimo protettore del ferro.

Conclusione

A LA dovranno darsi da fare. Un’altra stagione deludente non sarà accettata dall’intero ambiente losangelino, a partite dai tifosi, proprietari e dalla squadra stessa, in particolare dopo l’arrivo del giocatore più forte del mondo. Il coach Walton, anche se protetto in parte dalle parole di fiducia di Magic, in caso di fallimento della squadra sarà il capro espiatorio e verrà subito sostituito con un allenatore più preparato.

LeBron James, dovrà semplicemente guidare la sua squadra come sempre, con leadership e sicurezza nei suoi mezzi, per dimostrare di essere il N.1 in NBA. Con la scelta dei Los Angeles Lakers, il King ha diminuito molto le sue chance per la vittoria del titolo, credendo in un progetto di 4 anni che potrà riportare la squadra alle vette dell’NBA e lui alla conquista dell’anello. La competizione è più tosta che mai e l’inizio non è stato dei migliori ma la squadra è profonda e con del potenziale e, ancor di più, le ultime stagioni ci insegnano che con il numero 23 non si può pronosticare mai nulla.

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