Indiana Pacers @ Miami Heat 92-117
Miami chiude i conti con Indiana e conquista le finals NBA. I campioni in carica riescono nell’impresa che era riuscita solo a Celtics e Lakers, in passato: disputare le finals per quattro anni consecutivi.
Per tutta la regular season, la supremazia di Miami in Eastern Conference era stata duramente messa alla prova da Indiana. Ma poi sono arrivati i playoffs, e tutto si è chiarito: per il terzo anno consecutivo, LeBron & Co. hanno spazzato via i Pacers dalla postseason. Non che Indiana non ci abbia provato, a mettere i bastoni tra le ruote allo squadrone. Ma poi si arriva ad un certo punto in cui la superiorità, individuale, collettiva e tecnica dell’avversario fa la voce grossa, e allora bisogna cedere il passo e fare i complimenti al vincitore.
E stanotte la superiorità degli Heat è venuta fuori in maniera quasi indecente: si può dire, volendo evitare di infierire, che i Pacers abbiano tenuto botta solo per 9 minuti, fino a quel 13-15 per Miami che ancora sembrava un punteggio da partita aperta. Nulla di più sbagliato: dopo un time out, gli Heat pigliano in mano palla, gara, baracca e burattini e in meno di tre minuti piazzano il primo break di serata, solo un assaggio, un 9-0 che li porta a cominciare il secondo quarto sul +11.
Benissimo Birdman, recuperato sul serio e messo in campo da Spoelstra per 13 minuti, che gli bastano per fare la bellezza di 9 punti, 10 rimbalzi e 4/4 al tiro. E’ proprio lui ad inaugurare il secondo quarto con una schiacciata su assist di Allen. Indiana prova a recuperare, l’ultimo a mollare è sempre Stephenson, che però continua a fare il bulletto con LBJ (ci vuole fegato, è innegabile), mentre West ci mette la solita concretezza, ma non basta, assolutamente. Wade mette la firma sul 22-42 per Miami, a metà secondo quarto, e lascia Indiana a congelarsi sul -20. Partita chiusa? Ma no, in fondo manca più di metà gara, ce la si può fare. Solo che George è scomparso, Wade poco dopo va sul +23, e due liberi di James chiudono il primo tempo sul +26 (34-60).
All’intervallo Vogel scuote George, lui entra in campo facendo finta di crederci, piazza tre bombe in cinque minuti, ma dall’altro lato non hanno pietà, Wade va sul +30, e, dopo un parziale di 11-1, LeBron lascia i Pacers a -37 (49-86). L’ultimo quarto comincia con Miami che conduce per 60-91, ma George ci riprova, fa 14 punti in 6 minuti: tutto inutile, sulla sua strada trova Chris Bosh, e il suo sforzo serve solo a limitare i danni. Miami gioca già con la panchina, che risponde presente e riporta il punteggio sul +29 con Battier (75-104). A 4:33 dal termine c’è il time out degli Heat, e Vogel ne approfitta per alzare bandiera bianca e tirar via dal campo George, Hibbert e Hill. Bel finale di Copeland, con 6 punti in 32″: il garbage time porta il risultato definitivo a fissarsi sul 92-117 per gli Heat.
“E’ amaramente deludente perdere dopo essere arrivati così vicini al nostro obiettivo. Ed è deludente perdere dalla stessa squadra per il terzo anno di fila. Ma abbiamo giocato contro il Michael Jordan della nostra era, contro i Chigago Bulls della nostra era, e non possiamo far altro che toglierci il cappello di fronte a loro”, queste le parole di Frank Vogel al termine del match.
Ora agli Heat non resta che scoprire chi sarà il loro avversario nelle Finals: Thunder o Spurs? Potremmo scoprirlo stanotte, in gara-6 tra Pop e Brooks: appuntamento alle 2:30, ora italiana, alla Chesapeake Energy Arena.
Miami: James (25 pts, 8/12, 6 reb, 4 ast), Bosh (25 pts, 10/14, 8 reb, 8 blk), Lewis (13 pts, 3/7 da tre), Wade (13 pts, 6 reb, 6 ast, 2 stl), Andersen (9 pts, 4/4, 10 reb).
Indiana: George (29 pts, 3/8 da due, 5/10 da tre, 8 reb), West (16 pts, 8/11, 4 reb), Stephenson (11 pts, 3/6 da tre, 4 reb).

