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Celtics-Pacers: “colpa” delle stelle

di Kevin Martorano
Celtics-Pacers

Celtics-Pacers sarebbe dovuta essere una delle serie più interessanti ed combattute di questo primo turno playoff, in quanto i Celtics nel corso della regular season avevano dimostrato di essere una squadra si forte e piena di talento, ma anche di avere dei seri problemi di equilibri di squadra; dall’altra parte gli Indiana Pacers avevano invece dimostrato di essere una squadra solida ed in grado di fermare chiunque con la propria difesa e la propria concretezza.

Generalmente l’incrocio tra la testa di serie numero 4 e la testa di serie numero 5 infatti regala serie equilibrate, con due squadre solitamente alla pari. Non è stato però questo il caso, dato che la serie Celtics-Pacers si è conclusa con un clamoroso sweep dei ragazzi di Brad Stevens ai danni dei malcapitati Indiana Pacers, dando quindi modo alla squadra di Boston di essere la prima squadra qualificata al secondo round playoff.

IL ‘NON ATTACCO’ DEGLI INDIANA PACERS

Nella serie Celtics-Pacers l’attacco degli Indiana Pacers è parso sterile e senza idee, sia per la mancanza di vere stelle a disposizione di coach Nate McMillan (ricordiamo che i Pacers fanno a meno ormai da mesi di Victor Oladipo) e sia ovviamente per la straordinaria difesa dei Boston Celtics. Infatti gli Indiana Pacers nelle quattro partite  hanno superato quota 100 punti soltanto nella quarta gara (106) e con tanti canestri nel disperato finale per tentare di evitare lo sweep; inoltre i Celtics hanno costretto gli Indiana Pacers a tirare con appena il 40% dal campo, facendo precipitare di quasi il 10% la percentuale di realizzazione dal campo (dato che hanno tirato con il 49% dal campo in RS). La pressione della difesa dei Celtics è risultata infatti fondamentale nel mettere fuori partita gli Indiana Pacers, facendo risultare il loro attacco veramente troppo statico e lento ed accontentandosi spesso dei tiri che la difesa dei Celtics volessero che i Pacers prendessero (ad esempio il tiro dalla media di Myles Turner).

LA LUNGHEZZA DEL ROSTER DEI BOSTON CELTICS

L’importanza della panchina dei Celtics: Hayward penetra, scarico per Irving e canestro di Morris.

Un altro fattore decisivo nella serie Celtics-Pacers è sicuramente la profondità del roster dei Boston Celtics: infatti il secondo quintetto dei Celtics è composto da molti dei giocatori che lo scorso anno arrivarono a giocarsi gara 7 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Eastern Conference Finals. Questo aspetto è sicuramente un aspetto molto importante del roster a disposizione di coach Stevens, dato che spesso e volentieri la panchina dei Celtics svolge un ruolo chiave nelle vittorie della squadra: infatti nelle quattro partite contro gli Indiana Pacers, la panchina dei Celtics ha segnato di media 32.7 punti, specialmente con Marcus Morris e Gordon Hayward. Ogni giocatore che esce dalla panchina dei Celtics porta il proprio contributo, chi come i due giocatori citati prima portando punti e chi invece mette in campo un’intensità difensiva superiore come Terry Rozier. E nel secondo round potrebbe tornare anche un certo Marcus Smart

CELTICS-PACERS: LA PRESENZA DELLE STELLE

Una star come Kyrie Irving può segnare in tutti i modi possibili, come in questo caso.

La differenza principale tra i Boston Celtics e gli Indiana Pacers e che nella serie Celtics-Pacers si è evidenziata parecchio è la presenza di stelle nel roster dei Celtics, cosa che manca nel roster di coach McMillan vista l’assenza di Oladipo. Infatti Kyrie Irving è stato un vero enigma per la difesa dei Pacers, dato che ha concluso la serie con 22.5 punti di media e quasi 8 assist in una serie in cui non si è segnato tantissimo. E oltre a Kyrie Irving a turno si sono alternati Gordon Hayward, Al Horford ed il più costante braccio destro di Irving è stato Marcus Morris (che ha steccato solamente gara 2). Insomma, i Boston Celtics hanno un roster veramente ben costruito e pieno di talento, potrebbero quindi essere una delle squadre principali per impensierire i Golden State Warriors.

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