Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsDraymond Green è il motore degli Warriors, quinta finale NBA ad un passo, Kerr: “Dray devastante”

Draymond Green è il motore degli Warriors, quinta finale NBA ad un passo, Kerr: “Dray devastante”

di Michele Gibin
draymond green

Sarà la dieta, sarà la responsabilità di sostituire Kevin Durant, sarà il campo libero proprio della presenza di Kevin Durant, sarà la… coda di paglia per quell’incidente di novembre.

Sta di fatto che i playoffs 2019 saranno ricordati probabilmente come il momento più alto della carriera di Draymond Green, voce, anima difensiva e leader dei Golden State Warriors involatisi verso la quinta finale NBA consecutiva.

Warriors vincenti ed implacabili in gara 3 delle finali della Western Conference contro i Portland Trail Blazers, e guidati da un Green da 20 punti, 13 rimbalzi, 12 assist e 4 recuperi in 38 minuti d’impiego.


Una prova sontuosa del difensore dell’anno 2017, che nel primo tempo predica calma in campo e negli “huddle” di squadra durante i time-out, mentre Meyers Leonard mette a dura prova la difesa dei suoi Warriors, e che nel terzo quarto ispira la rimonta dei bi-campioni con una serie impressionante di rimbalzi, transizioni veloci e assist per tutti.

Quasi senza parole coach Steve Kerr nel descrivere un Draymond Green maturo come non mai, che in 3 partite di finale sta viaggiando a 16 punti, 11 rimbalzi, 8 assist, 3 stoppate, 2 recuperi a gara, con un ottimo 54.1% al tiro ed una “calma olimpica” raramente osservata nel prodotto dell’università di Michigan.

Non so davvero cosa dire di più di Green, oggi è stato devastante per noi, in campo ha travolto tutto quello che gli si è parato davanti. Ha giocato ad un ritmo incredibile, senza dare l’impressione di stancarsi mai… una delle migliori partite in carriera di Draymond Green, per quanto mi riguarda

I Golden State Warriors rimontano in soli 6 minuti di gioco nel terzo quarto uno svantaggio di 13 punti (66-53 proprio dopo un canestro sulla sirena di metà partita di Green), condotti da Green sempre in grado di lanciare – e spesso di finire – la letale transizione offensiva Warriors direttamente dopo il rimbalzo difensivo.

Un “film” già visto tante volte in casa Golden State, non ultima in gara 2 della serie.

Se guardiamo alle sue statistiche” Così Klay Thompson sul suo compagno di squadra “… 4 recuperi, +16 di plus\minus, Dray (Green, ndr) è sempre lo stesso, lo vedo fare queste cose da 7 anni ormai, è il nostro motore, sono davvero orgoglioso di lui“.

L’assenza di Kevin Durant e la comprensibile usura che in alcuni momenti dell’attuale post-season ha influenzato le prestazioni di Steph Curry hanno responsabilizzato il più giovane Draymond Green, capace di contenere le sue emozioni in campo ed incanalarle nel suo gioco:

I falli tecnici? Credo che le mie ‘scenate’ aiutino i miei compagni a trovare energia” Così Green nel post gara “Ora cerco di scegliere i momenti della partita. Posso prendere un fallo tecnico ogni tanto, ma è una cosa calcolata: ‘OK, c’è bisogno di un’iniezione di energia, eccola qui’

Non è sempre stato così, e certe volte esagero e questo non è mai un bene per la squadra. Ho cercato di rimanere più concentrato, ci ho riflettuto ed ho capito che ero arrivato ad un punto in cui pensavo più a lamentarmi (con gli arbitri, ndr) che a giocare. Uno spettacolo disgustoso da vedere, e del quale sono disgustato anche io. Ho cambiato registro e sono tornato a pensare solo al campo

Ne è consapevole coach Kerr, che parla di un Green “disciplinato e sotto controllo“, merito anche di mamma Mary Babers-Green e della fidanzata Hazel Renee, presenze positive nella vita di tutti i giorni dell’ex Spartans: “Mia madre e la mia fidanzata mi sono state di grande aiuto, mi hanno consigliato di pensare solo a giocare (…) gli arbitri sono esseri umani, possono sbagliare, vado ancora a parlare con loro se vedo qualcosa che non mi convince, ma lo faccio in modo completamente diverso (…) a casa poi ci sono tanti bambini che guardano, non voglio che vedano spettacoli poco edificanti“.

Steph Curry, il proprietario emotivo della macchina da guerra perfetta di Golden State, si gode il “nuovo” Draymond Green: “Sembra abbia quattro occhi in campo, vede tutto, sa sempre cosa fare e cosa dire, ed è un giocatore intelligentissimo. L’esperienza lo ha aiutato di certo, ma la sua versatilità resta la sua qualità migliore“.

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