Il proprietario dei Dallas Mavericks dal 2000, Mark Cuban, apprezza il fatto che la NBA dia valore ai propri giocatori al contrario della NFL (National Football League).
In un’intervista di Kanell e Bell di CBS Sports, il 61enne Cuban spiega la differenza delle decisioni di marketing tra le leghe statunitensi di basket e di football. “La NFL vende solo la NFL. La NBA vende i suoi giocatori. Se ti ritrovassi un giocatore della NFL davanti ai tuoi occhi, nel 90% dei casi non lo riconosceresti, questo è uno dei loro più grandi problemi“.
Mavericks' Mark Cuban opens up on where NFL falls short to NBA, Jordan vs. Harden debate, why AAU needs to go https://t.co/mTXOCBQoLc via @CBSSports
— Mark Cuban (@mcuban) August 28, 2019
Cuban critica poi il fatto che la lega di football americana non sostenga i propri giocatori fuori dal campo: “I giocatori della NFL non fanno molto fuori dal campo come invece fanno quelli della NBA, perché semplicemente non hanno la stessa visibilità. La NFL dovrebbe perciò aiutare di più i propri giocatori“. Una delle differenze tra le due leghe è che nella NFL i volti dei giocatori sono sempre coperti dall’elmetto al contrario della NBA dove le facce sono ben visibili, inoltre la quantità di giocatori e dei ruoli nel football americano non facilita i tifosi a ricordarsi ogni singolo giocatore, mentre nella lega cestistica gli atleti sono di un numero molto inferiore.
Mark Cuban è stato di recente multato per aver spifferato informazioni riservate a Tim McMahon, cronista di ESPN durante un meeting del Board of Governors NBA a Las Vegas, e qualche mese fa è stato assolto dall’accusa di aver volutamente coperto episodi di mobbing e molestie sessuali all’interno dell’organizzazione dei Dallas Mavericks, al termine di una profonda indagine condotta dalla lega.
Personaggio sicuramente particolare il presidente dei Mavs, che a seguito dello scandalo ha deciso di donare a titolo risarcitorio 10 milioni di dollari a “organizzazioni impegnate a sostenere la leadership e lo sviluppo delle donne nel settore dello sport e la lotta alla violenza domestica” per scusarsi dell’accaduto.

