Playoffs, dopo il convincente successo per 123-108 in gara-1, gli Houston Rockets si aggiudicano anche gara-2, battendo gli Oklahoma City Thunder per 111-98 al termine di una partita divertente e combattuta, con le difese a recitare un ruolo di primo piano. Rispetto alla scorsa partita, Houston fa fatica a trovare ritmo da dietro l’arco e riceve tanti fischi arbitrali a sfavore. OKC, dal canto suo, sembra in grado di pareggiare la serie.
Tuttavia, gli uomini di Mike D’Antoni restano sempre a contatto e nei primi due quarti non fanno registrare nemmeno una palla persa. All’intervallo i Thunder sono sì in vantaggio, ma di soli sei punti (59-53). I Rockets iniziano il terzo quarto con un parziale di 8-2 per riportare il match in parità (61-61), ma Oklahoma resta concentrata e torna avanti a 12’ dal termine (78-77). Nel periodo conclusivo, però, gli uomini di Mike D’Antoni infilano un terrificante parziale di 17-0 (94-80), con House e Green che realizzano canestri pesanti, e difendono duramente su ogni possesso.
“Ho detto ai ragazzi che abbiamo semplicemente difeso il fattore campo. Ora ci attendono due gare toste a Oklahoma City, dobbiamo giocare con la stessa intensità e mentalità e vedere che succede.”, ha dichiarato coach D’Antoni, scherzando con i suoi giocatori al termine della sua presenza numero 41 ai playoffs sulla panchina dei Rockets (277 le presenze tra regular season e post-season dal 2016 ad oggi).
Nonostante l’indisponibilità di Russell Westbrook e le pessime percentuali al tiro dalla lunga distanza di James Harden e Eric Gordon (2 su 21 in due), i Rockets riescono dunque a vincere un’altra partita, portandosi a due vittorie dalla qualificazione al secondo turno. È il successo del collettivo dei texani, con ben sette giocatori su otto in doppia cifra, 11 rimbalzi offensivi catturati contro gli 8 dei Thunder e appena 7 palle perse in tutta la partita.
Il miglior scorer è ancora una volta Harden, anche dopo una serata deludente al tiro (2 su 11 da tre): per il Barba 21 punti, 5 rimbalzi, 9 assist, 3 recuperi e una stoppata. Sugli scudi Danuel House e Jeff Green (19 punti, 9 rimbalzi e 3 assist con 6 su 13 dal campo e 3 su 8 da dietro l’arco per il primo, 15 punti e 7 rimbalzi con 6 su 11 al tiro e 3/6 da tre in ben 38’ in uscita dalla panchina per il secondo).
Quest’ultimo agisce ormai da point guard, vista l’assenza di Russell Westbrook: una mossa già vista in gara-1 e che continua a dare i suoi frutti, l’ennesima intuizione di D’Antoni che si rivela azzeccata. Se è vero che la qualità del ball handling di Green in rapporto alla sua stazza fisica non è una scoperta recente, infatti, è pur vero che nessun allenatore gli aveva mai ritagliato un ruolo del genere prima d’ora.
Rockets sul 2-0 nella serie, per OKC vietato sbagliare ancora
Harden and Russ are hype ?
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— Bleacher Report (@BleacherReport) August 20, 2020
Prove degne di nota anche per Austin Rivers, che fa registrare 11 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e una palla rubata col 50% dalla lunga distanza (3 su 6), prendendosi la scena con una poderosa schiacciata mozzafiato, P.J. Tucker, autore di 14 punti e 5 rimbalzi col 100% da dietro l’arco (4 su 4), e Robert Covington (10 punti e 3 recuperi con 4 su 7 dal campo e 2 su 5 da tre), mentre Eric Gordon chiude a quota 15 punti, 5 rimbalzi e 4 assist, pur continuando a deludere al tiro (0 su 10 dalla lunga distanza).
“La nostra è stata una vittoria di carattere, abbiamo messo in campo tanta energia. Ognuno di noi antepone gli interessi della squadra a quelli personali, impegnandosi duramente e mostrando grande energia sia in campo che fuori.”, le parole di Danuel House, uno dei migliori (se non il migliore) tra le file dei Rockets.
A OKC non bastano i 31 punti col 53% dal campo (9 su 17) di Shai Gilgeous-Alexander, riscattatosi alla grande dopo una gara-1 incolore. Calano, invece, Chris Paul e Danilo Gallinari: appena 14 punti, 6 rimbalzi e 2 assist col 40% al tiro (6 su 15) per CP3, che nelle prime due gare è stato letteralmente ingabbiato dai Rockets del suo ex coach D’Antoni, mentre il Gallo non va oltre quota 17 punti e 5 rimbalzi col 42% dal campo (5 su 12), risultando glaciale dalla lunetta (6 su 6).
“Devo assolutamente fare meglio di così e rialzarmi subito, è semplice. Quel parziale che hanno fatto all’inizio del quarto quarto è inaccettabile, non possiamo permettere che accada una cosa del genere. Dobbiamo migliorare, soprattutto io.”, ha dichiarato l’ex di turno Chris Paul nella conferenza stampa post partita.
In uscita dalla panchina si mette in evidenza Dennis Schröder, che mette a referto 13 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist col 50% da dietro l’arco (2 su 4), mentre il rookie Luguentz Dort, recuperato in extremis da coach Billy Donovan, fa un ottimo lavoro in fase difensiva, marcando benissimo un attaccante del calibro di James Harden. Quest’ultimo, però, chiude la partita segnando una tripla in stepback delle sue, proprio in faccia a Dort, e portando i Rockets sul +12 (104-92) a poco più di due minuti dalla sirena.
“Abbiamo giocato bene. Non abbiamo tirato in maniera particolarmente efficace, ma difensivamente abbiamo fatto un lavoro incredibile, soprattutto nel secondo tempo. Il quarto quarto è stato pazzesco, abbiamo capito che i Thunder stavano iniziando a stancarsi e non abbiamo mai smesso di accelerare.”, le parole di Harden al termine della gara.

