Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsJJ Redick attacca la dirigenza Pelicans: “Non aspettatevi onestà da loro, ingenuo io a fidarmi”

JJ Redick attacca la dirigenza Pelicans: “Non aspettatevi onestà da loro, ingenuo io a fidarmi”

di Gabriele Melina
JJ Redick

Prima di essere scambiato ai Dallas Mavericks in vista della chiusura del mercato, JJ Redick era intenzionato ad eseguire un buyout con la sua ex franchigia, i New Orleans Pelicans, e firmare per una squadra più vicina alla sua famiglia, quest’ultima residente nel newyorchese. Escludendo per chiari motivi i New York Knicks, i piani di Redick, portati avanti in primis da interessi personali e familiari, erano quelli di accasarsi ai Brooklyn Nets.

Se ciò fosse accaduto, si sarebbe discusso di quel tipo di situazione che dall’altra parte dell’oceano viene definita “win-win situation”: un affare in cui entrambe le due parti coinvolte traggono solo vantaggi. L’ex guardia dei Philadelphia 76ers avrebbe potuto avvicinarsi alla sua famiglia e trascorrere maggior tempo con loro, il che in tempi di Covid è più importante che mai, al contrario i Nets avrebbero potuto aggiungere a roster un tiratore d’esperienza, perfetto per il loro modo di giocare.

Tuttavia, come ben sappiamo, ciò non è mai accaduto. Quali sono stati i motivi che hanno portato Redick a Dallas, e non vicino alla sua famiglia nel newyorchese? Secondo quanto riportato dal trentaseienne, delle importanti divergenze tra lui stesso ed il front office dei Pelicans, da sommare a dei patti non rispettati, avrebbero rovinato i piani futuri del nativo di Cookeville.

JJ Redick attacca la professionalità del front office Pelicans: “Mancanza di onestà”

Se tra JJ Redick ed il management dei New Orleans Pelicans certi patti non sono stati mantenuti, ciò vuol dire che inizialmente degli accordi erano stati fatti. Secondo le parole dell’ex guardia dei Los Angeles Clippers, David Griffin, vice presidente dei Pelicans, avrebbe promesso a Redick uno scambio che lo avrebbe avvicinato in modo significativo alla sua famiglia.

La discussione tra i due per organizzarsi sui piani futuri non sarebbe avvenuta recentemente, ma bensì già nel mese di novembre scorso. Come mai Redick avrebbe quindi deciso di cambiare squadra ancora prima dell’inizio della stagione? Oltre ai già riportati interessi familiari, lo scambio di Jrue Holiday ai Milwaukee Bucks non avrebbe mai convinto appieno Redick, essendo Holiday uno dei motivi per cui il trentaseienne aveva deciso di unirsi ai Pelicans in free agency.

Per tal motivo, poco dopo la dipartita di Holiday, Redick avrebbe richiesto anch’esso uno scambio. E’ in questo momento che si inserisce per la prima volta David Griffin, il quale avrebbe rassicurato così l’attuale giocatore dei Mavericks: “Vieni a giocare con noi per un mese. Se, al termine di tale periodo, vorrai ancora essere ceduto, mi assicurerò che tu vada a giocare in una squadra vicino alla tua famiglia”.

“Ovviamente, tali patti non sono mai stati onorati“, ha poi commentato Redick tramite il suo stesso podcast,  “The Old Man & the Three”. “Non solo il mio agente ha parlato con Griffin, ma io stesso ho tenuto svariate conversazioni con lui in merito a questo argomento”, ha aggiunto il prodotto di Duke University. Subito dopo una descrizione dei fatti, inoltre, Redick è passato ad un’aspra critica nei confronti della dirigenza Pelicans, accusando quest’ultima di una mancanza di onestà.

“Parlando in modo oggettivo, non credo un giocatore possa ottenere onestà da quella dirigenza. Non è un’opinione, credo semplicemente che non la riceverai mai. Non credo che l’accaduto che mi ha coinvolto sia un caso isolato. Onestamente, sono stato un po’ ingenuo nel pensare che l’organizzazione avrebbe agito nei miei migliori interessi, dato che ero e sono nella fase conclusiva della mia carriera”.

Per avere un quadro generale della questione è corretto scoprire anche l’altra faccia della medaglia, dove i Pelicans, contrariamente alle dichiarazioni del loro ex giocatore, affermano di aver fatto del loro meglio per esaudire le sue richieste. “Abbiamo speso davvero tanto tempo nel cercare di cedere JJ ad una squadra vicina alla sua famiglia, ma nel momento in cui abbiamo appreso che queste squadre non erano poi così interessate ad imbastire uno scambio, o meglio facevano molta meno pressione rispetto ad altre, abbiamo scelto di mandarlo in una squadra che può competere sin da subito”.

Anche Stan Van Gundy, capo allenatore degli stessi Pelicans, ha fatto sapere la sua sull’accaduto. “Sentirete dire di tanto in tanto che la NBA è un business. Be’, è così. I giocatori fanno, giustamente, quel che è nei loro migliori interessi, allo stesso modo le franchigie fanno, giustamente, quel che è nei loro migliori interessi. Non credo sia giusto dire che è un business solo per le organizzazioni, ma per i giocatori no. E’ un business che funziona e va avanti da entrambe le parti”.

Al termine della faccenda però, nonostante Redick non sia finito a Brooklyn, dove pur concependo le varie restrizioni avrebbe potuto rimanere molto più vicino alla sua famiglia, ed in particolare al suo piccolo figlio, l’ex Pelicans non è affatto deluso della destinazione in cui è stato spedito. Al contrario, si è dichiarato entusiasta di poter giocare al fianco di Luka Doncic e Kristaps Porzingis.

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