Jordan Poole ci ha impiegato appena 22 minuti a rispondere alla domanda in casa Warriors: chi partirà in quintetto al posto di Klay Thompson?
Alla prima stagionale di preaseason, Poole ha segnato 30 punti e rubato la scena a Stephen Curry e Damian Lillard, Golden State ha vinto per 123-107 al Moda Center tentando 69 triple di squadra, un’enormità. Per la guardia da Michigan 7 su 13 al tiro da tre punti, con 5 rimbalzi e 5 assist e persino 2 stoppate.
“Lo si era già visto al training camp“, così Steve Kerr su Jordan Poole “Non esita, va al ferro con decisione, gioca con grandissima fiducia in sé stesso, si è guadagnato tutto“. Poole ha chiuso con 10 su 17 al tiro, approfittando della “luce verde” che coach Kerr ha deciso di lasciargli in attacco, soprattutto per riempire il vuoto lasciato da Klay Thompson, che tornerà in campo non prima di gennaio.
“Il coach ci dà in partita l’opportunità di fare ciò che proviamo in allenamento, mi vuole più aggressivo, che attacchi e che mi prenda i miei tiri se sono libero. Già lo scorso anno era così, ora si tratta di continuare da lì, ed espandere il mio gioco e il mio raggio di tiro“.
Poole, Curry, Otto Porter Jr, Mychal Mulder e Nemanja Bjelica hanno fatto piovere triple sulla testa dei Blazers, ben 24 su 69 tiri tentati. Per Steve Kerr, Jordan Poole “è già uno dei nostri migliori giocatori, ora ciò che gli ho detto deve migliorare è lo sforzo difensivo, dove compie ancora degli errori (…) è il prossimo passo per diventare un grande giocatore“.
Per i due rookie Jonathan Kuminga e Moses Moody, contro Portland rispettivamente 11 e 9 minuti di gioco. Per Kuminga 5 punti con 2 rimbalzi, con 2 palle perse, il migliore dalla panchina per Golden State è stato Otto Porter Jr, con 19 punti in appena 18 minuti. “Moody e Kuminga sono ancora giovani, hanno alcuni giocatori davanti a loro in rotazione al momento, dei veterani che conoscono già il loro ruolo, per cui dovranno sudare per guadagnarsi minuti“.
“Vedremo cosa accadrà durante la stagione. Ma quest’anno inseguiamo decisamente le vittorie…“, chiosa Steve Kerr, citando un Draymond Green di qualche mese fa.

