L’ultima volta che Phoenix Suns e Sacramento Kings si erano visti, Harrison Barnes aveva bruciato Chris Paul e compagni sulla sirena. Da lì in poi solo vittorie per Phoenix, che a Sacramento ha vinto per 109-104 la quinta partita di fila ed è tornata ad affacciarsi ai piani alti della Western Conference.
Al Golden 1 Center di Sacramento è una prova di forza per tre quarti per i Suns, che vincono il terzo periodo per 31-12 e che quando la partita sembra finita, si fermano del tutto permettendo ai Kings di sfiorare la rimonta dal -24. Solo 7 punti segnati nel quarto periodo da Phoenix, Sacramento arriva persino a un possesso di distanza nel finale ma per fortuna di coach Monty Williams non c’è più tempo.
I Suns sono ancora senza Deandre Ayton, acciaccato. Devin Booker segna 18 punti con 9 rimbalzi e 6 assist, Chris Paul ci aggiunge 16 punti così come Mikal Bridges. Dalla panchina Cameron Payne è il miglior realizzatore con 24 punti in 22 minuti. Sacramento riesce a rientrare nel quarto quarto grazie a Harrison Barnes e De’Aaron Fox, ma lo scarto accumulato nel terzo periodo è troppo grande, Fox chiude con 24 punti, Barnes con 26 e Buddy Hield, in quintetto al posto di Tyrese Haliburton (schiena) chiude con 14 punti e 3 su 11 da tre.
Con 1:12 ancora da giocare nel quarto quarto, è un challenge vincente di Monty Williams a salvare probabilmente dei Suns completamente bloccati: Harrison Barnes segna in layup il canestro del 107-104 Phoenix, con il fallo di Booker. Giocata al limite dello sfondamento, il challenge di Williams cambia la decisione arbitrale in un fallo in attacco, che arresta la rimonta dei Kings di fatto.
“Booker aveva posizione e sapeva di avere ragione, anche se è vero che i giocatori pensano sempre di avere ragione“, spiega coach Williams, che poi sulla rimonta dei Kings dice: “La nostra second unit deve fare un lavoro migliore nel conservare i vantaggi, non ci si può aspettare che in questi casi i titolari debbano rientrare e salvare la situazione. Abbiamo concesso loro di recuperare con troppe palle perse, per fortuna alla fine l’abbiamo risolta“.
Suns, Monty Williams: “Accuse a Sarver? Se avessi saputo qualcosa, non sarei seduto su questa panchina oggi”
I Phoenix Suns hanno ripreso a vincere nel momento più complicato per la franchigia, con le accuse di razzismo, sessismo e mobbing rivolte al proprietario Robert Sarver da diversi ex dipendenti dei Suns, in un’inchiesta di ESPN. La NBA ha avviato un’indagine indipendente, assumendo lo stesso studio legale che nel 2015 indagò sul caso Donald Sterling-Clippers.
Sarver ha smentito praticamente ogni accusa, anche quelle conclamate di Earl Watson, allenatore dei Suns nel 2016\17 e uno dei grandi accusatori del proprietario. In difesa di Sarver hanno diffuso comunicati e dichiarazioni anche i proprietari di minoranza dei Suns, con l’ex campione NFL Larry Fitzgerald in prima linea: “Confidiamo che le indagini chiariscano che Mr Sarver e i Phoenix Suns si sono sempre comportati in modo retto con i propri dipendenti, con i tifosi e con rispetto per il gioco“.
In difesa di Sarver e della squadra è intervenuto anche coach Monty Williams, che ha prudentemente rimandato ogni decisione alle indagini della NBA, ma che ha aggiunto: “Non posso parlare di ciò che potrebbe essere accaduto prima che arrivassi qui. Però posso dire che, per come mi conoscete, se avessi saputo che anche solo alcune di quelle cose (riportate nell’inchiesta, ndr) fossero accadute durante la mia permanenza qui, ora non sarei seduto su questa panchina“.

