Come ormai tutti ci siamo accorti, l’infortunio di Steph Curry è capitato proprio in un momento delicato per i Golden State Warriors.
E la situazione sembra essere più grave del previsto, siccome ad abbattersi c’è anche Draymond Green. La star di San Francisco è infatti abituata a combattere dentro e fuori dal campo, e vederlo desolato non è quindi un qualcosa che capita spesso. E’ stato quindi strano vederlo afflosciato e con la voce piatta nell’intervista rilasciata ieri sera, nel match perso contro gli Washington Wizards per 123-115.
Ma le sue recenti prestazioni sono troppo inusuali per passare inosservate, tanto che gli Warriors hanno vinto solo una partita su 6 da quando Green è tornato disponibile, ma il tutto grazie ai 47 punti di Steph Curry, e un’altra vittoria è invece arrivata in un match in cui l’orso ballerino non è sceso in campo. Inoltre, il n°23 sta ora viaggiando con un -41 di plus/minus, e cioè il terzo peggiore tra i giocatori con il suo stesso minutaggio.
“Mi sento malissimo” ha detto ai giornalisti, dopo aver registrato solo 7 punti, 5 rimbalzi, 6 assist, 3 palle rubate e un -20 di plus/minus. “Fisicamente sto bene, ma mi sento malissimo. Non sono mai stato in una squadra che peggiora quando ci sono io sul parquet. Ma è più o meno la situazione in cui ci troviamo adesso”.
Certo, a essere onesti, il tutto è anche lecito considerando che Green è stato fermo per ben 11 settimane. E lui stesso lo ammette.
“Sono consapevole di essere uscito da un infortunio molto serio, e di essere stato fermo per 11 settimane” ha detto. “Per 7 o 8 di esse non potevo nemmeno toccare la palla. Quindi, nell’essere critico con me stesso, sono consapevole di tutto ciò. Ma non me ne frega niente, sono ancora un concorrente”.
Green non è infatti una persona molto nota per la sua pazienza. Come ha detto lui stesso, non gli piace usare il tempo che ha perso come scusa per il fatto che sta giocando male. E questo perché sa benissimo che, senza Curry, Golden State ha un disperato bisogno di lui per la parte finale della stagione.
“Ci metti tanto per essere un grande” ha continuato. “Quindi, indipendentemente dalle circostanze, continuo a pensare e sapere che posso registrare grandi prestazioni. E non l’ho fatto. Quindi queste sono le aspettative di me stesso per me stesso”.
Draymond Green ha poi ammesso che il gioco si muove “a mille all’ora” davanti ai suoi occhi, e che fatica a trovare il suo ritmo abituale, mentre coach Kerr ha confermato che anche la sua velocità e capacità di prendere rimbalzi è calata.
Nonostante i problemi, nel secondo tempo del match di domenica ci sono però stati scorci davvero ottimi nel gioco del n°23, che ha mostrato un notevole aumento di energia e ha registrato un buon numero di palle rubate. Ha poi commesso 3 falli su Porzingis e preso pure un tecnico, ma i Warriors si sono fatti andare bene anche quello.
“Ho pensato che la sua competitività nel secondo tempo è stata grande” ha detto coach Kerr. “Mi è piaciuto che si stava mescolando agli altri in campo. Abbiamo mostrato più vita nel secondo tempo, e una grande ragione è stata Draymond”.
Green è quindi focalizzato ora sul fare bene per l’inizio dei playoffs, come tutto il resto del team. Alcuni dei problemi di Golden State si sistemeranno infatti appena in tempo per la post-season, ma la squadra è convinta che al loro orso ballerino basterà giusto giocare qualche altra partita.
“Devo solo continuare sulla mia strada” ha detto il diretto interessato. “Fare giocate e avere un buon impatto sul gioco. Per questo sento di essere stato terribile. Non mi sembra che il mio impatto sia stato quello che deve essere e quello che normalmente è. Devo solo lavorare di più per uscirne. E fare un po’ meglio ogni volta che metto piede in campo”.

