Giornata di conferenze stampa di fine stagione per i giocatori dei Los Angeles Lakers e per Rob Pelinka, dopo il flop della mancata qualificazione ai play-in e l’esonero, scontato, di coach Frank Vogel.
Anche Russell Westbrook, il cui rapporto con l’ormai ex coach è stato uno dei leitmotiv della stagione in gialloviola, ha risposto ad alcune domande su Vogel e sulla stagione appena terminata.
“Non si può certo definire una stagione di successo, né personale che di squadra. La mia in campo no sicuramente. Vogel? Non ho mai compreso bene quale fosse il suo problema con me, ma da quando sono arrivato qui ho sentito come non mi sia mai stata davvero data la possibilità di essere ciò che sono, per aiutare la squadra a vincere“.
Westbrook ha poi spiegato “di non aver mai avuto problemi” con i suoi allenatori prima d’ora, e ammesso che lui e Frank Vogel “non fossimo mai stati veramente connessi. E’ un peccato, è la prima volta che mi capita (…) molte delle cose che si sono pubblicate (in stagione, ndr), che fossero tra me e Vogel, tra me e lo staff, tra me e i tifosi… erano cose per lo più fabbricate, bisognava solo scrivere di qualcuno contro qualcun altro. Di esempi ce ne sono stati tanti, senza entrare nei dettagli… ma in ogni caso non importa, se una certa cosa non viene direttamente da me, non è vera, semplice“.
Russell Westbrook ne ha avuto anche per LeBron James e Anthony Davis: a suo dire, tutte le buone intenzioni di integrare l’ex OKC Thunder in un sistema offensivo nuovo senza snaturarne le doti, sono rimaste tali, proclami da inizio stagione. “Non è mai stata la verità. Non ha funzionato per una serie di fattori, il nostro ruolo in campo, il fit tra di noi, e il non riuscire a giocare assieme anche sbagliando e riprovando“.
“So però che in stagione il livello con cui ho giocato non è stato dei migliori, venivo da una tripla doppia di media per cui personalmente ogni risultato peggiore a confronto lo vedo come un peggioramento“.
Ora Westbrook dovrà decidere se esercitare la sua player option da oltre 47 milioni di dollari prevista dal suo contratto per il 2022\23. Per ora, l’MVP 2017 non esclude una permanenza ai Lakers anche dopo aver “vuotato il sacco” su cosa non abbia funzionato in una stagione così complicata, “ma dipenderà da tante cose, chi sarà il nuovo allenatore e in che modo vorremo giocare. Fino a qui, la questione (del contratto, ndr) è ancora per aria“.

