In una serie in cui ogni partita sembra diversa da quella precedente, I Boston Celtics vincono, a Miami, la seconda gara in fila e vanno sopra 3-2 nella serie. Adesso la squadra di Ime Udoka è ad un passo dalle Finali NBA, che mancano da 12 anni.
Nel primo tempo la partita non si lascia guardare, complici due grandi difese, ma anche due attacchi che non riescono a trovare ritmo. I Celtics chiudono la prima parte di partita sotto 37-42, concedendo 9 rimbalzi offensivi e commettendo 10 palle perse. Jaylen Brown, fino a quel momento, è tra i peggiori in campo, con solo 6 punti e 4 palle perse, tutte nel primo quarto. Così anche Jayson Tatum, autore di solo 4 punti all’intervallo.
“Non stavamo giocando al nostro meglio, come sappiamo fare”, ha detto coach Udoka. “A volte, tutto ciò che serve è che un ragazzo torni a giocare al suo livello“. Infatti nel secondo tempo la partita è cambiata. Il terzo quarto risulta decisivo grazie al risveglio di Brown, che segna 19 dei suoi 25 punti solo nel secondo tempo, con il 52% al tiro, e Tatum, ne segna invece 18 dei suoi 22, aggiungendo 12 rimbalzi e 9 assist, portando così Boston alla doppia cifra di vantaggio, a cui Miami non ha saputo reagire. Per riassumere, nel secondo tempo, Tatum e Brown hanno segnato 37 punti combinati, tutti gli Heat soltanto 38.
“Ero lo stesso giocatore”, ha detto Brown, dal primo al secondo tempo. “Dovevo solo adattarmi. Questo è tutto. Man mano che la partita va avanti, parte di quell’energia, parte di quell’intensità, inizia a svanire, quindi la partita si apre un po’. La partita si è aperta per me nel secondo tempo.”
Per i Boston Celtics è stato fondamentale, come sempre, l’apporto del resto della squadra. Derrick White si rivela ancora una volta imprescindibile per Udoka. Prende iniziative ad inizio gara, quando l’attacco non girava, e chiude con 14 punti, 6/8 al tiro e 5 assist. Robert Williams invece è un colosso difensivo, onnipresente al centro dell’area e, oltre a catturare 10 rimbalzi, stoppa 3 tiri di Miami, aggiungendo tantissima fisicità in campo.
Infatti per i Miami Heat, si è fatta sentire la solita, estenuante e soffocante difesa dei Celtics, specialmente nel secondo tempo. Lo stesso Udoka ha dato merito alla loro aggressività che, in questi playoff, li ha portati lontano:
“Penso che lo stress mentale e la tensione a cui abbiamo sottoposto alcune squadre con la nostra difesa, abbiano funzionato e ci abbiano portato fino a qui nei playoff”, ha detto Udoka. “A partire dalla serie contro Brooklyn, i ragazzi hanno iniziato a darci dentro. In Gara 7 contro i Bucks, Antetokounmpo ha rallentato un po’. Avere tutti quei giocatori così fisici da mettere tra gli avversari e il canestro, è logorante fisicamente e mentalmente, rendendola dura, a meno che non concediamo canestri facili in transizione.”
Gli Heat, sulla falsa riga di gara 4, tirano con percentuali terribili, con le quali non si può vincere una partita del genere. 31% dal campo, ma soprattutto 15.6 % da tre, tra le peggiori della storia dei playoff. Max Strus, tra i migliori tiratori della squadra, nonchè pedina importante di questi Heat, ha tirato 0/16 tra gara 4 e gara 5, segnando 4 punti in due partite. Kyle Lowry non è da meno. 3 punti nelle ultime due partite e 1/12 complessivo.
Come se non bastasse Jimmy Butler, probabilmente l’unico in grado di creare pericoli per gli Heat, sembra essere ancora alle prese con il problema al ginocchio. L’ex Chicago Bulls infatti realizza solo 13 punti con 4/18 al tiro , ma visibilmente in difficoltà fisica. Bam Adebayo, si fa vedere solo quando ormai la partita sembra essere indirizzata, come è successo spesso nella serie. Adebayo, senza considerare gara 3, ha infatti messo a referto soltanto 43 punti nelle altre 4 partite della serie, troppo poco per uno come lui, da cui Spoelstra si aspetta molto di più.
“Sai, se vuoi sfondare e staccare un biglietto per le finali, devi fare delle cose estremamente difficili. Dobbiamo andare a Boston e capirlo tutti insieme, quelle sono le emozioni e le scoperte che ricordi per tutta la vita.”, ha detto Spoelstra dopo gara 5, consapevole di dover giocare due partite perfette per poter arrivare in finale.
Adesso la partita si sposta ancora a Boston, nella notte tra Venerdì e Sabato, per la decisiva gara 6. Jayson Tatum, dopo la vittoria di questa notte, ha voluto comunque sottolineare che il “lavoro non è ancora finito”, come diceva Kobe Bryant: “Contro Milwaukee, dopo gara 5, abbiamo pensate che eravamo sotto 3-2, dovevamo andare in trasferta e vincere gara 6, e l’abbiamo fatto”, ha detto Tatum. “Non possiamo pensare che sia finita. Dobbiamo tornare a casa come se fossimo sotto 3-2, con quel senso di urgenza che si ha quando è una partita da dentro o fuori, non possiamo rilassarci solo perchè siamo avanti.”

